Briscolone Club

28. giugno 2009 16:10
by Mendy
96 Commenti

FATTI E LUOGHI

28. giugno 2009 16:10 by Mendy | 96 Commenti

Questo post ha lo scopo di identificare e riscoprire i luoghi simbolo della nostra storia,  ridare vita a fatti,  aneddoti, episodi, cazzate e quant’altro riesca ad uscire dalla nostra memoria …prima che diventi annebbiata e si perdano i colpi.

Luoghi simbolo sono diventati per motivi diversi Il Cacciatore, Pressana, Dentella, S Gabriele …

 

Ciascuno porti il suo contributo, io cerco di dare il buon esempio ….AVANTI!

Commenti (96) -

PRESSANA

Correva la metà degli anni 90 e andava in voga la bicicletta da corsa. Anche i meno portati agli sport di fatica riuscivano a farsi coinvolgere nelle scampagnate domenicali dove si stava su una media di 150 km a gita, fino ad arrivare ai 200 circa della temutissima tappa del passo S.Marco.

Solitamente l’uscita domenicale coinvolgeva solo maschietti impavidi ed aveva lo scopo di farsi la gamba per i giorni della morte tipici delle ferie estive. In qualche uscita si tollerava la presenza di elementi femminili che davano alla giornata colori meno drammatici e un aspetto da gita sociale fuori porta.

In una di queste occasioni con meta lago d’Iseo, per una salita poco impegnativa quale la Tavernola-Parzanica, si presenta anche Il Principe con la seguente attrezzatura:

•  Bicicletta pulita e splendente, can cambio automatico vocale e assenza di rumori tipici dello smanettamento tipico dei primi metri di salita;
•  Calzoncino aderente multicolore e maglietta perfettamente abbinata;
•  Ciuffo immobile anche alle alte velocità delle discese;
•  Borraccia con integratore salino dell’ultima generazione

Al seguito della carovana anche Umbe in auto con alcuni rappresentanti dell’universo femminile.

Dopo l’avvicinamento al lago ed arrivati a Tavernola inizia la salita ed il gruppo si sgrana; l’ammiraglia rimane con gli ultimi elementi del gruppo.
Non ricordo bene chi e perché ma ad un bivio che indicava a sinistra Parzanica e a destra Pressana, Il Principe e l’ammiraglia di Umbe prendevano la via di Pressana, che si rivelava essere un paesino raggiungibile da una mulattiera stile Parigi-Roubaix con pendenze oltre il 20% ….

Ignari dell’errore e convinti che i primi fossero già arrivati a destinazione, Il Principe imboccava la discesa verso Pressana e Umbe dietro in auto con manovre difficoltose ed improbabili.
Realizzato che scendere da quella parte era oggettivamente un po’ una cagata, il manipolo tornava sui suoi passi e trovava il resto del gruppo ignaro dell’accaduto al bivio ad aspettare …
Un Principe inviperito apostrofava il cugino Pasi dicendo:”Sa pol mìa, da andà a fàs mal, ma siete scemi? …..”. Al solito gli altri ridevano ed il Pasi cattava su le ostie ….

Pressana: luogo simbolo dell’imprevisto, della mission impossibile, del tornare sui propri passi, delle strade che si dividono o semplicemente del ridere sulle cazzate che ci succedono con quella sana incoscienza che ci rendeva inconsapevoli e sprezzanti del pericolo … un po’ come il Curbà che va a mangiare i pizzoccheri da una sua amica e torna alla base di Corteno Golgi alle 10 di sera mezzo congelato …..

Si accettano ulteriori dettagli che la mia memoria ha perso …rimangono indelebili l’impeccabile attrezzatura del Principe, la sua fiducia nei beveroni e le sue ostie dopo il misfatto ….anche questo è Briscolone

principe

Mendy mi hai fregato la storia di Pressana!
vedro' di rifarmi.
comunque non sono l'unico che e' sceso dalla discesa infida di pressana.E almeno la destinazione finale decisa dal mister che all'epoca era il capo gita era Pressana e io ci sono arrivato!!!!!

Sempre la bicicletta il mezzo di trasporto, era Agosto 2000 in 6 siamo partiti dalla piazza della chiesa dei Sabbioni per una meta assai lontana: Coteno Golgi, più di 180 km da padalare.
Sembrava una tappa del giro d'Italia.
Dopo aver percorso circa 50 km (se non ricordo male in prossimità di Rovato) sempre protagonista il socio Curbà, nel silenzio che la campagna offre al mattino si sente un insistente rumore metallico nella sua bicicletta che man mano si assottiglia fino a scamparire.
Fermati il Curbà si accorge che gli manca un piccolo dado alla sua bicicletta.
Impossibile ritrovarlo, finito in mezzo all'erba di un prato vicino.
Urgente trovare subito una ferramenta aperta, ma non impossibile.
Quindì fermata obbligatoria del gruppo.
Portafoglio alla mano e richiesta d'acquisto del Curbà un dado M5: Provate ad immaginare l'espressione del venditore.
Lui con espressione seria come se fosse una richiesta normale, allunga la mano prende il dado, paga poche lire ed esce con il suo solito sorriso da presa per il culo ma non visto dal venditore della ferramenta naturalmente.
    

pasi

Nessuna esclusiva caro Principe: interpretando il pensiero dell' ottimo ( stranamente...) post del Mendy, ognuno può raccontare a modo suo lo stesso fatto. La vera ricostruzione storica va fatta tenendo conto dei vari punti di vista.
Giustamente il nostro ingegnere accenna a futuri scenari di menti annebbiate e perdite di colpi... ma siamo sicuri che il nostro Presidente non ne sia già vittima?
Corteno Golgi ( ma che meta è??? ) anno 2000 rappresenta tappa a me sconosciuta: il mio ritiro ciclistico è avvenuto nel 1996. Ma nello storico episodio " bulloneeee ! " ( il grido del Curbà quando si accorse di aver perso un pezzo) ero presente. Si transitava sulle prealpi , ed il nostro eroe era in sella alla mitica bici " pagliaccio". Ricordo la frenata di tutto il gruppo,  la ricerca di un ferramenta, l' acquisto si un paio di bulloni pagati venti o trenta lire. E' questo l' epiodio che solitamente citiamo.
Chiedo lumi: trattasi d' episodi simili, o la nebbia è già calata nei ricordi del Gerets??

pasi

Correva l' anno 1996: a quei tempi il navigatore satellitare era poco diffuso, così come l' utilizzo delle mappe di Google, o ricerche internet. Spesso ero capogita, nel senso che studiavo tragitti sulle normali cartine stradali cartaceee. Per la gita mista sociale individuai il puntino segnalato "Pressana", senza in realtà esserci mai stato. Pareva buon posto: non era lontano, era nelle vicinanze del fresco e panoramico lago d' iseo, i km in pendenza erano pochi. Pure il cugino Principe, non eccelso fondista e scalatore, poteva farcela. E poi disponeva di ottimo mezzo.
Costeggiato parte del lago arrivammo a Tavernola:  da qui si svoltò per Vigolo, e la strada iniziava a rampicare. Discreta salita, e giocoforza iniziò lo sgranamento delle truppe: appuntamento a Pressana!  Informai di andare sempre dritto fino al raggiungimento di un bivio: prendere a sinistra. Avendo passo superiore, mi trovai isolato in testa: ragionevole sarebbe stato mantenere contatti a vista, ma preso da furore agonistico nella sfida contro la montagna, e necessariamente bisognoso di allenamento per strade più impegnative ( in Agosto erano previsti Gavia Stelvio e Mortirolo ) diedi fondo alle mie risorse.
Superato Vigolo il paesaggio si fece piu scarno e la strada più stretta, e di pedalata in pedalata raggiunsi la famosa biforcazione. Sorpresa: solo un piccolo cartello di legno indicava Pressana. E la strada iniziava a scendere in leggero falsopiano! Costeggiava campi assolati, ed era poco stimolante per uno scalatore ancora voglioso.
A destra la situazione sembrava più interessante: nessuna località indicata, ma almeno si saliva, e si poteva scorgere una pineta. E magari poteva fornire luogo adeguato per il pic-nic. Così mi buttai in avanscoperta.
Fu così che ci sparpagliammo su quelle terre.
Tornando dalla ricognizione trovai parte dei gitanti fermi al bivio, mentre altri avevano imboccato il falsopiano: e mi buttai giù a capofitto. Terminata la leggera discesa arrivai al famoso punto dove un altro cartelletto di legno indicava la svolta per Pressana, ma si trattava di una specie di mulattiera in cemento circondata da folti cespugli.  E non so come Umbe la discese in macchina!
Ma il nostro socio era fine ed educato: non mi rivolse la sequenza d' improperi che mi rivolse il cugino.
E bisognò tornare indietro.
Ricordo benissimo il suo grugnire mentre ingobbito e scomposto dalla fatica affrontava quel falsopiano ora rivolto in leggera salita.
Qualche anno fa sono tornato ( in macchina) sul luogo del delitto. Ho ripercorso la stessa strada, e mi sono ritrovato al famoso bivio: dopo qualche minuto di meditazione sono sceso fino alla svolta per Pressana. Ho parcheggiato il mezzo e sono sceso a piedi: mentre lacrime di commozione sgorgavano dai miei occhi raggiunsi le tre case in pietra del borgo, e mentre la mente rincorreva i ricordi mi sembrava udire per la valle l' eco principesco di antica voce.
Meno nobili i contenuti.

Carissimo Mister non è nebbia ma la verità: non è colpa mia se tu non c'eri in quall'occassione.
La bici pagliaccio perdeva pezzi in continuazione e anche nell'anno 2000 gita storica di 4 giorni è successo: puoi chiedere conferma ai soci presenti.
Un carissimo augurio al nostro sicio Bèla Paol per il suo compleanno.
Un grande augurio anche a tutti i soci (e sono tanti), con il nome di Paolo, oggi è anche il loro omastico.

principe

Gerets OMASTICO o non MASTICO.
AUGURONI BELA PAOL , e ricordati di me nelle tue ricette.CIAOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO

principe

ops dimenticavo AUGURONI A TUTTI I PAOLI

Precisazione ...in questo post sono ammessi solo pezzi di storia del Briscolone. Gli auguri, le canzoni "Bravo bravo bravo bravissimo!" e "Noi siamo di Cristo con Chiara e Francesco" sanno molto di Gifra e di caccia al tesoro in villa ....

Pregasi attenersi all'argomento.
Grazie

La Redazione

principe

OPS scusi sig.direttore

mendi

Principe, esci allo scoperto con aneddoti che giacciono nella tua memoria....

Dammi un luogo significativo per il BC!!!

beppe

Fregandomene di quello che dice il   Mister  AUGURI A TUTTI I PAOLO  Mister compreso

Ciao Beppe

mister

E si che il Gerets l' omastica bene l' italiano: ma spesso e volentieri è disattento, per cui gli strafalcioni abbondano. Esilarante l' ultimo!
Stavolta il Principe mi ha fregato la battuta.
Neppure definire " sicio " Bela Paol aiuta a rendere più efficace l' augurio di compleanno.
Comunque di feste e festine è ricco il panorama dei ricordi, soprattutto in epoca pre - fondazione Briscolone. Tuttavia certi modi d' espressione sono entrati a far parte del nostro patrimonio.
" Caccia al tesoro " " gelatata " e " oh oh oh" ( risata a battutone) sono termini spesso citati nel nostro personale modo d' intendere.  E come si possono scordare le torte di allora? Generalmente preparate in casa dalle ragazze della compagnia oratorio, talvolta in collaborazione con le mamme: solitamente crostatone dalla pasta durissima.
E tutte a dire " mmmm, che buona! "
Se avessero assaggiato in quei tempi i dolci Paol di adesso, come minimo gli sarebbero venuti orgasmi.
Quelli fallici li hanno scoperti anni dopo ( si presume...).
Certo la nostra storia formativa è passata anche la frequentazione delle donne di allora. Lo dimostra chiaramente il fatto che sono spesso citate durante i nostri incontri, e questo fatto dovrebbe farci seriamente  pensare. E più di Samanta Fox, di Cameron Diaz, della Monica Bellucci, della Belen Rodriguez, sapete di chi più parliamo? Di Manasule!!!
E se pensiamo che Schintù è statisticamente al secondo posto in quanto citazioni...
Pure questi soprannomi politicamente scorrettissimi fanno parte della Storia.
Tra i più curiosi c' era " Andrea Chi? " Era la tipa cui il nostro eroe telefonò per chiedere un appuntamento, e lei gli rispose appunto: " Andrea chi? " Ci rimase di cacca! Pensava di essere un boy considerato...
Tuttavia eravamo ragazzi, e si può perdonare se una fanciulla di allora la si definiva Gnè Gnè...
ma tra i quaranta e i cinquant' anni si può ancora imitare la celebre figura di donna che gioca a calcetto??

pasi

Grazie Beppe per gli auguri Paolisti: tuttavia faccio cortesemente notare che non sono l' autore del pezzo firmato " La redazione ". Si presume sia opera dell' autore del post. Come prova faccio notare il colore verde della firma: la mia la faccio nera!
Vero però che neppure io amo sdolcinatezze di blog tanto care al Presidente.
Almeno cercare di renderle più creative.
Non si pretende di allestire un opera teatrale simile a quella in cui uno dei nostri Paoli è stato attore, però si potrebbe spendere qualcosa di più.
Sembrano i festeggiamenti con la crostata dura come il maccone!
D' accordo il pensiero, d' accordo l' impegno...
e piuttosto è meglio che niente...
ma personalmente sono tiepido per un certo genere di cose.
Beppe lo sa, e si diverte a prendermi per il culo!!
Cuginastro...
Tuttavia, visto che siamo in clima di ricordi, rammento che una volta è stata disputata la celebre sfida a sette calciatori " Paoli contro Tutti". Vincemmo noi 12 a 0!
E Beppe era stopper avversario...
In difesa fece buchi clamorosi, mentre ricordo un suo piattone da fuori che s' infranse sul palo: esultammo per non aver incassato il goal. Non posso dimenticare pure il sorriso felice del Cantagall per il pericolo scampato: ci mancava un Paolo portiere, ma gli si fece credere che quello era il secondo nome del vero Cantagallo, estremo difensore negli anni 60.
Bufala più credibile delle sue: " Pelè, dam la maglia!" " Pode mia, Vincens..."
Storia.

pasi

Da sfatare pure il mito che la Gifra fu tutto  pace e bene e canzoncine.
Storicamente è celebre il cazziatone che il nostro Principe si prese a Cancano: il nostro socio stava cercando di aiutare dandosi da fare in cucina, e si era messo a mescolare delle patatine che stavano friggendo in una padella. E fui testimone di una scena ancora ben impressa a distanza di anni: si avvicinò una ragazza che con fare brusco e scortese gli tolse quasi di forza il forchettone, apofostrofandolo: " Non si girano così le patatine!"
Mamma mia... quella tipa avrà fatto carriera al Mac Donald.
Va be', ci si era aggregati un pò a scrocco, e forse per questo risultavamo antipatici.
Ricordo pure che la sera si ridacchiava in camera tra di noi, finchè sentimmo sulla porta in legno dei forti colpi, accompagnati da un vocione di frate incazzato che c' invitava a fare meno casino.
Diciamo che non ci cantò  canzoncine...
Neppure le cantavano alla sera quando riuniti in assemblea i gifrini davano inizio al rito della "correzione fraterna":  neppure al Briscolone ce ne tiriamo tante dietro !  E quelli facevano sul serio, magari per cavolate: " oggi mi sei passato vicino, e non mi hai salutato con particolare attenzione" Il bello che poi bisognava riconoscere le proprie  presunte colpe. E qualcuno adirittura si autoflaggellava senza essere accusato da nessuno.

"Scusami, scusami tanto amico Gerets se sul blog ho scritto tante cattiverie su di te... e grazie per i cordiali auguri dell'...
omasticastocazzo!! "

pasi

Qual' è il limite massimo di sopportazione del Presidente alle mie battute?
Generalmente è un buon incassatore, e non sembra prendersela più di tanto.
Almeno in apparenza: fuma un pò ma non esplode.
Gli verrà l' ulcera?
Una volta però s' incazzò davvero: fu quando allegai all' edizione cartacea de " Il Bastone" l' opuscolo " Kamagerets". Da un libretto in cui venivano illustrate le posizioni amorose ritagliai delle figure, incollando la faccia del nostro leader al posto di quelle originali.
Che spettacolo!
Ma questo non gli andò giù.
Una sera , quando al sabato o domenica  ci si riuniva all' esterno dell' oratorio, lo trovai in compagnia del Mendy: quest' ultimo sembrava imbarazzato, mentre il Gerets mi salutò freddamente. Sicuramente si era lagnato con l' ingegnere.
Ma piagnucolerà anche oggigiorno?
Tornando a quella sera, capii che qualcosa non quadrava: ben presto emerse il motivo.
Quella volta era davvero nero.
Ma bastò poco per chiarire la situazione.
Rimango ancora convinto che il Kamagerets rappresenta una delle migliori pagine storiche della stampa Briscoloniana.

mister

Il Santuario del Marzale assurse a cronaca quando il Pile lo attribuì come luogo delle sue nozze: ma fu espediente per depistare curiosi e mormoratori di paese.
Purtroppo nella rete dell' intelligens o intellighenchia briscoloniana cadde pure un nostro socio: e chi se non altri del Curbà?
Ed il giorno fatidico, anzichè sulle sponde dell' Adda, si ritrovò sulle anse del Serio.
Oggigiorno, nel gergo comune, individuare una celebrazione " al Marzale", significa invece che non ci sarà un tubo!
Il Marzale è pure celebre per gli allevamenti di fagiani, ma questa è un altra storia.  O Storia?
Meno conosciuto il fatto che nella località è presente una grande villa di propietà di parenti del Marsià: spesso sbirciavamo dentro, e si rimaneva incantati a vedere il campo di tennis all' interno.
E sebbene il personaggio avesse faccia tosta, non ha mai suonato il campanello affinchè ci facessero giocare.
Altro fatto meno narrato dalle cronache è la vicina presenza della casa di un ex fiamma di un elemento del nostro gruppo. Ricordate che siamo stati invitati ad una cena?
Gli amori passano ( ma non sempre si dimenticano...),  gli amici restano.

mister

Calcio e ciclismo rappresentano gli sport più formativi la storia briscoloniana.
Buono l' apporto del tennis e ping pong.
Tra le discipline minori vorrei citare le bocce.
Mio padre era un valente agonista, e da piccolo seguivo spesso le sue gare al bar Convento: imparai i rudimenti, e con altri bambini  li misi in pratica su improvvisato campo ricavato sul retro del Pilastrello. Per quanto cercassimo di livellare il terreno risultava sempre sconnesso, in quanto formato da un misto di terra battuta, erba, sassi, sabbia. Per il fine corsa bastava un asse di legno sorretto da pioli, ed i lati erano delimitati da bastoni stesi.
In virtù dei trascorsi, da "grandi", io e il Pile abbiamo sentito l' esigenza di partecipare ad una gara ufficiale  al S. Lorenzo. Non sempre questi campi erano disponibili per l' allenamento, per cui si tentava pure di giocare al bar Corea. Liberi sempre erano le corsie della Pierina, e nell' avvicinarsi della competizione abbiamo intensificato gli allenamenti in questo sito. Ma fu errore decisivo: il fondo non era in buono stato, e la sabbia granulosa. Per far camminare le bocce bisognava "dagliene".
La sera della gara i campi del S.Lorenzo si presentavano in perfette condizioni, tanto da sembrare tappeto di un biliardo. La sabbia era rada e finissima, e le bocce filavano via velocissime: i tiri di prova d' accosto li sbattemmo tutti contro l' asse del fondo, e se non ci fosse stato le sfere sarebbero finite sul Viale Europa. C' era moltissimo pubblico:  fu pure imbarazzante sentire il secco suono delle palle marmoree infrangersi a fine corsa.
Quando provammo gli sbocci gli spettatori del sul fondo si ritrassero dalle recinzioni...
L' inizio fu disastroso; già eravamo grezzi di nostro, ed inoltre avevamo sviluppato sensibilità (?!) su di un terreno molto più lento: finivamo sempre lunghi!
Quando iniziammo a capirci qualcosa la partita era già finita.
Non sempre le grandi carriere iniziano con una vittoria, ma sinceramente non facemmo molta strada: la Pierina fu chiusa, e alla Corea cementificarono i campi da gioco per mettere più redditizi tavolini da Bar. Rimaneva l' efficiente S. Lorenzo, ma per le note vicende sopraggiunte risultava consigliabile starne alla larga: rischio attentati!
Comunque il Pile si consolò con un altro genere di bocce... e passò pure a  misure superiori!
Solo i due soliti  boccini per i miei giochi solitari.

mister

Interrotta la carriera bocciofila si tornò al sano e mai abbandonato sport calcistico.
Chissà perchè, chissà perchè, poco tempo dopo ci ritrovammo su di un campetto alla periferia di Linate per disputare un match contro fantomatici " amici" del Pile.
Il nostro socio ci teneva a far bella figura, ma nel primo tempo gli avversari si portarono in vantaggio di parecchi goal: quasi tutti rattate del Cantagall. Già Vincenzo non era maestro in concentrazione, ma quel giorno aveva proprio la testa... tra le nuvole!  Probabilmente era un esperienza nuova, e così non poteva far a meno di essere sempre con la testa rivolta verso l' alto a guardare gli aerei in fase di atterraggio al vicino scalo. E così distratto non faceva attenzione alle fasi di gioco. Non che più attento fosse Jascin... ma in quel mentre fu particolarmente disatroso.
Una bella strigliata negli spogliatoi ( minaciammo di non riportarlo a casa...) lo rese più efficiente nella ripresa. Da parte nostra inoltre, non volendo deludere le aspettative del Pile, ci mettemmo anima cuore e grinta per ridurre lo svantaggio.
Eravamo più giovani: ancora il fisico assecondava.
Complice un rilassamento degli avversari ( pensavano di aver già vinto)  rimontammo goal su goal, e con stoccata finale chiudemmo sull' otto a sette per noi !
Indimenticabile.

mister

Ma la spettabile redazione, anzichè bacchettare gli altri, non sarebbe meglio mettesse un pò di legna sul Blog?
Se non si è in grado di sostenere un post relativamente impegnativo tanto valeva mettere le solite pirlate: un solo buon esempio non può bastare.
O i banchi di nebbia hanno già preso il sopravvento nei ricordi?
Ci sarà una sera in cui il Mendy non organizzi festini  in quel di Greve!

Andate un po tutti a cagare.
Provate a correggervi i vostri di errori: e non ditemi che non ne fate mai?
Non importa la quantità, ne basta uno.

mister

Un po tutti a cagare?
"Po" è la forma tronca di "poco", per qui sarrebbe
piu corrretto scriverla con  l' appostrofo :  po' .
Po è il fiume, e sebene abia scritto parecchie volte "oltrepo", ( senza acciento ) pare che la forma più adeguata lo voglia: per qui: " oltrepò".
Ma siamo a squola o sul Blog del Briscolone??
Il nostro Presidente è poco sportivo: vero, ogni tanto facciamo notare suoi svaironi, ma solo quelli più divertenti. Molti vengono lasciati correre, vuoi perchè siano banali  errori di battitura, o vuoi che siano errori grammaticali che solo chi scrive può commettere.
"Omastico" è una perla di rara bellezza, e bene il Principe ha fatto a coglierla. Anche perchè il Gerets voleva fare il figo con gli auguri, e questo a reso il tutto ancora più godibile.
Buttare tutti nel calderone è poi il solito banalizzante luogo comune. Pure Federer commette errori, ma lui gioca (e vince) a Wimbledon: io gioco ( e perdo) a Ripalta Cremasca.
Se il Gerets fosse più autoironico forse i suoi scritti ne gioverebbero.
Invece s' irrigidisce, ed anzichè guardare a sè stesso scarica sugli altri.
Molto meglio se lui stesso avesse fatto battute sul proprio svairone, ed ho detto svairone e non "errore". E sarebbe stato molto più elegante.
Invece manda tutti a cagare, e neppure capisco questo " tutti". Altri hanno fatto battute oltre a me e il Principe?
E anzichè andar via sbattendo la porta, forse era meglio aggiungere un aneddoto riguardo il tema specifico di questo post.
Ma che mi lamento?
Il presidente si atteggia a braghe corte, ma in realtà il suo essere porta i calzoni lunghi.
Sistemato il bagno?
Per cagare, potrei venire li.
Carta igienica morbida a doppio strato , please.

mendi

A proposito di andare a cagare, nelle frequenti uscite in bicicletta era abituale la tappa al bar; colazione in mattinata, granitone al pomeriggio. Se arditamente qualcuno invertiva la sequenza scattava il cagatone pomeridiano.

Il più noto a tutti per questi exploit era il "solito" Curbà che, pare, abbia lasciato cavedani in tutte le vallate dove è passato con la bici pagliaccio ...e la lunghezza del siluro era direttamente proporzionale all'ampiezza della ghignata e all'altezza dei suoi balzelli dopo il misfatto...

Una delle più storiche risale alla salita del Gavia nella già citata (dal Presidente) 4 giorni della morte a Corteno Golgi. Al solito mi ero attardato sulla salita ed ero in compagnia del fido Bèla Paol. Il Curbà, notoriamente un discreto scalatore, si era aggregato con zero allenamento ed era staccato dietro di me tanto che non lo vedevo più ...
A gruppo ormai sgranato giunsi alla "mitica" galleria del Gavia, buia e fredda che anche senza la granita un bèl Guido (Schittone) non lo negava a nessuno.
Mentre arrancavo in salita con Bèla Paol, mi vedo affiancare da uno zompettante Curbà che con il solito ghigno dice:"Mi sono fermato al bar, ho fatto un bèl cagatone e sono ripartito".

Insomma è proprio vero, in bici tutto il peso inutile crea solo problemi....

mister

Curbà fu pioniere della bicicletta: in virtù dell' esperienza maturata ebbe spesso i gradi di capogita.
Un giorno gli si chiese di organizzare un' escursione di media gittata compresa di salitella.
Cosa scelse? Colli di S. Fermo!
I primi km, escluso il primo tratto, sono durissimi ( con rettilinei al 15-18 % di pendenza!), ma  nessuno ( a parte lui ... ) lo sapeva.
Si arrivò pimpanti e fiduciosi ai piedi della salita, e come solito ci si fermò al bar per rifornimento idrico. Erano i primi tempi del Gatorade, ed il Principe comprò la classica bottiglietta da mezzo litro: se la scolò d' un fiato, e troppo fiducioso sui benefici effetti, ripartì come una schioppettata.
Elettrizzati dall' erta, altri gitanti non furono da meno; si era giovani, e privi di esperienza...
è un pò come la fileppa: agli inizi si va un po' allo sbaraglio.
Da parte mia ero timido... per cui avanzai cautamente da fanalino di coda.
Mentre il gruppo scompariva dietro la prima curva, il Principe dava già segni d' ingobbimento: si era piantato dopo 300metri!
Troppo sprint...
Neppure gli altri ebbero miglior fortuna: superato il pedalabile tratto iniziale, iniziava il calvario, ed ogni curva che facevo trovavo qualcuno fermo sotto le piante. Chi boccheggiava, chi si spogliava, chi beveva gli ultimi sorsi della borraccia ... Pierangelo, uno dei principali richiedenti un percorso facile per via di un ginocchio malconcio, saraccava di brutto nel suo classico dialetto:" Se ciape Dante, al copeee!
Ai tempi neppure eravamo attrezzati con giuste moltipliche, ed era proibitivo superare certi tratti: poco a poco, in virtù dei tracolli, mi trovai in seconda posizione. Raggiunsi il Curbà  stava procedendo a zig zag estremi da un lato all' altro della strada, e per fare due metri in verticale doveva farne 10 in orizzontale. Chi lo conosce sa di cosa sto parlando.
Scesi dalla bicicletta e lo superai a piedi.
Più o meno , di dritto o di sghimbescio, si arrivò tutti in cima: indovinate chi si beccò cazziatoni?
E da quella volta gli si tolse il patentino di capogita.

beppe

Ciao a tutti domani iniziano le ferie. Buona continuazione

Beppe

mister

E continuo...

Che i Colli di S.Fermo fossero duri lo confermò qualche anno dopo il Panda di Paol: s' impiantò su di una rampa e si rifiutò di proseguire.
Ma le mani di chi manovrava le marce erano troppo delicate per quelle pendenze: il nostro socio fu costretto a scendere dalla bici e sostituire il pilota. L' auto riconobbe il ruvido tatto del padrone, e con il pistone al massimo si rimise a camminare. Guadagnato un terreno meno aspro, il sedile del guidatore fu riconsegnato a chiappe più gentili, in quanto rotonde e sode le dispone pure il propietario.
Posatole nuovamente sul triangolo della sella, il nostro eroe riprese a stantuffare, accolto in vetta da un manipolo di ragazze locali raccolte dal Curbà: aveva organizzato una specie di curva tifose, con tanto di coretti e incitamenti!
In quella tappa fece il battesimo del fuoco pure il Gerets: ci seguiva con una normale bici da uomo con manubrio da culattoni e ridotte moltipliche, e un po' stonava con il resto del parco biciclette. Tuttavia stupì: in pianura non ebbe alcun problema, ma pensiero comune era che si staccasse nei primi 100 metri di ascesa. Invece s' incollò alla mia ruota, tanto che sentivo distintamente il suo gnè gnec fri fric del passo pedalato. Mi girai un paio di volte: aveva stampato in viso il suo classico sorrisetto. Ma questo lasciò posto a una smorfia quando la strada si fece ben presto più erta.
A differenza della volta precedente,  la mia bici era munita del padellone 28. Unito al 42 della corona mi consentì di superare con fatica, ma senza scendere dal mezzo, i tratti più complicati.
Una volta i discorsi sui "rapporti" erano all' ordine del giorno: ma i numeri snocciolati non si riferivano alle posizioni del kamasutra.
Del resto al termine dei tapponi era difficile ritrovare tra la pelle di daino attributi vivaci.
Una salutare lunga doccia serale aiutava a renderli meno avvizziti; e tolta la mistura di polvere e sudore rimaneva sulla pelle il colorito rosso - a volte scarbuntato - causato dagli effetti del sole.
Spesso e volentieri si chiudeva la serata in pizzeria: e tra diavole e tonno peperoni si concludeva allegramente la giornata.

mister

Spero che a nessuno, leggendo questi racconti, vega un attacco di nostalgia, e si metta in mente di riorganizzare un tappone alpino.
Pure il Selvino oggigiorno sarebbe insuperabile.
Generalmente questa rappresentava  una delle prime uscite, preceduta da Cavenago - Turano, e San Colombano. Le nostre folli tabelle prevedevano sucessivamente gite di medio impegno, per arrivare allenati (!!) agli ultimi due massacri, ovvero il Maniva Croce Domini, ed il Passo S.Marco.
I colli di S. Fermo sono duri, ma breve è il tratto di pianura, breve è la salita: in qualche modo si arriva e si ritorna. Valicare i  passi citati comportava sforzi raddoppiati: ai piedi della vera salita si arrivava già affaticati dalla lunga pianura, dal  falsopiano, dalla leggera ascesa. E l' erta finale era lunghissima: pareva non finisse mai. Quasi sempre la si affrontava sotto il sole cocente di mezzogiorno, con scorte di acqua - calda e dal sapore plastificato - che finivano presto.
L'allenamento era scarso rispetto ad una condizione   occorrente  per simili sforzi, e neppure le nostre bici erano prodigi di tecnologia.  Quando passano dei ciclisti di oggi li vedi  ben attrezzati nell' equipaggiamento, moderno e scintillante, e i loro mezzi, all' unisono, sembrano emettere dolci melodie con le sfere che girano su ruote e pignoni. Il nostro andare di gruppo era tutto un sferragliare, e l' abbigliamento era molto casual. Comparivano pure zaini, portapacchi, felpe attorcigliate in vita, impermeabili, borracce di emergenza attaccate alla bell' e meglio, sacchetti pieni di chiave inglesi e cacciaviti. E uno dei lati migliori era rappresentato dalle fermate ai bar, che di fatto svilivano la media oraria e ci facevano restare sempre in ritardo sulla tabella di marcia.
Neppure erano diffusi i telefonini... e sommaria la presa  in visione delle previsioni del tempo.
Un sacco di volte abbiamo preso caterve di acqua.
Ripeto, che nessuno s' azzardi a progettare revival!
Carte, e bocce: questo il nostro futuro.
Ammesso che il Pile garantisca la bonifica e sminamento dei terreni del S.Lorenzo.

Intervengo a corollario dell'episodio calcistico narrato dal Mister che ci vide impegnati contro "amici del Pile".

Trattavasi di un collega di studi residente a SGiuliano Milanese che durante le frequentazioni scolastiche raccontava di avere questo gruppetto di amici dediti al calcio con buoni risultati. Già allora non ero in grado di sopportare sbruffoni più o meno evidenti e non mi rimase altra scelta che sfidarlo in modo plateale...

Ricordo perfettamente lo squallore di quel campetto incastrato tra anonimi palazzi di S Giuliano Milanese e ricordo ancora come una mia conclusione balisticamente non eccepibile finì ben oltre la recinzione tanto che si dovette sospendere l'incontro per andare a cercare il pallone in strada.

Gli avversari erano tutti ragazzotti meridionali (ricordo le loro mute Rosa Palermo) tanto che il mitico Cantagal disse qualche cosa come :"Da 'ndu i vé chis'chè? " e subito lo azzittimmo per evitare reazioni di rivendicazione territoriale.

L'immagine più bella è comunque quella del Canta affiscinato dagli aerei che, atterrando a Linate, passavano poco sopra i tetti dei palazzi circostanti... altri tempi.

Proverò e recuperare i contatti con quella persona per un'eventuale rivincita!!!

Giusto per non lasciarmi mancare il ciclismo vorrei riportare l'attenzione dei soci agli albori veri... praticamente alla preistoria delle nostre imprese da ciclo amatori.

Mi riferisco alle prime scalate con meta Oltre il Colle quando, più della sfida agonistica, attirava la sempre moderna filèppa. Ai tempi il fulgido esempio era fornito dal mitico Manca che con le attività sportive ha sempre avuto poca da spartire. Ricordo le sue saracche quando la strada cominciava appena appena a cambiar pendenza e, al contrario, i tono trionfalistici dopo arraffazzonati e penosi arrivi alla meta.

Già allora però il nostro Principe si distingueva per qualità ed eleganza nel mezzo e nell'abbigliamento. Peccato che regolarmente soffrisse di catene che deragliavano, cambi che si inceppavano, manubri che si stortavano ecc.

Allora però il testosterone era a 1000 e, probabilmente, aveva parte determinante nel fornire benzina ai nostri fisici ancora giovani ed integri sempre in cerca di scaricare energia in un modo o nell'altro...  

Bagno terminato da mezz'ora, a disposizione per il collaudo: escluso il Curbà, il suo cavedano è un rischio troppo alto.

Il Mister era solito studiare l'intinerario della tappa domenicale da farsi.
Navigatore cartaceo a portata di mano, seguivamo le sue indicazioni che quasi inevitabilmente ci portavano in qualche sentiero in mezzo alla campagna.

mister

Ad Oltre il Colle sono salito più volte in bici, in macchina, in vespino: avessi mai guzzato una volta! E l' unica limonata che ho fatto era con una Lemonsoda. Per essere ancora più esplicito, le fichette locali e villeggianti manco mi cagavano.
Se mi univo al resto della truppa trombante era per puro spirito amichevole-sportivo.
All' epoca non solo non capivo un cazzo dei rapporti con le donne ( va be', neppure adesso...) ma neppure  capivo i rapporti della bicicletta. Era una bici Bianchi da uomo con due moltipliche davanti e cinque rotelle dentate dietro; questo sembrava garantire qualsiasi impresa. In realtà erano corone da pianura: appena la strada saliva s' iniziava a soffrire.
Sempre meglio dell' eroico Manca: bici da uomo rossa di misura ridotta, manubrio piatto e corto( all' epoca si diceva che fosse " sportivo "), cambio ad un unica leva, numero rapporti 3 !
Sulla prima rampetta di Bracca era già in crisi: saraccava e smanettava rumorosamente alla ricerca di moltipliche inesistenti.
Ricordo la felicità di me e Pile quando riuscimmo per la prima volta ad arrivare in cima senza mai mettere piede a terra. Del resto generalmente si arrivava ai piedi della salita già spompi: in pianura o sul falsopiano bastava qualsiasi cartello di paese per generare folli sprint, ed ogni tanto qualche coglionazzo si lanciava in scatti per favorire fughe individuali o di coppia.
E ci si tirava il collo per andare a riprenderli.
Testosterone come dice il Pile?
Effettivamente eravamo molto giovani: ricordate l'ultima gita sociale che abbiamo fatto a Zambla-Oltre il Colle ciclomuniti ? Metà della salita il nostro socio l' ha fatta attaccato alla macchina del cognato!
La moglie, e l' insalata di riso che gli aveva amorevolmente aveva preparato come pic nic, evidentemente, non avevano garantito buoni livelli alla sofferenza e fatica: a differenza dell'  antica fica!

mister

Comunque i gradi di capogita li avevo guadagnati dopo anni di esperienza e militanza sul campo. Mi piaceva studiare itinerari bassi - se così si può dire - ovvero lontano dalle arterie stradali più frequentate. Alle volte si rivelarono bassissimi...e capitava di trovarsi in ministrade o sterrati. Amavo l' avventura e le mete inesplorate.
Ricordate Morterone? Tappa record: 240 km!
Peccato bisognò attraversare Lecco, alla faccia del traffico! Che caos...
Però la salita fu bellissima: una tortuosa stradina incastonata tra rocce ed alberi, fresca e panoramica. Forse più che fresca: all' arrivo ci dovemmo ritirare in trattoria per il freddo!
E si mangiò tomini e polenta.
Forse per questo che Paol stroncò durante il ritorno: eravamo quasi arrivati a casa, e all' innesto sulla Paullese alzò bandiera bianca. Proseguì caracollando.
Tuttavia alla sera era già in forma: passando in via Camporelle notai il suo Panda parcheggiato nei pressi di una prugna d' allora. Seppi poi che alcune ragazze avevano organizzato un festino, e chissà perchè avevano invitato pure il nostro socio.
Ciubec stroncò invece in cima al monte Penice: ricordo che affittò una camera di albergo per cercare di riprendersi. Il piano prevedeva un ritorno a casa di me e Andrea, per poi ritornare in auto a riprendere il collassato. Pancia a terra ci tirammo il collo per tornare, e pedalammo più non posso. Fatica sprecata: il moribondo si era ripreso dopo un paio di ore, e risalito in sella si era avviato a casa insieme al resto della truppa.
Il Mendy è stroncato dappertutto...
ma la cosa più sorprendente è che sia rimasto ancora vivo. Teoricamente durante le discese un ciclista dovrebbe dare l' impressione visiva di governare la bici. Ma quando l' ingegnere mi superava a tutta birra dava l' impressione che fosse tutto al contrario, ovvero che il nostro scavezzacollo fosse totalmente in balia della bicicletta.
Miracolato.

mister

Il post perde colpi.
Menti annebbiate?

Anno 1989, abitavo ai Sabbioni da 4 anni ma la mia conoscenza dei sabbionesi si limitava solo ai vicini di casa, che pure loro provenivano da altri luoghi.
Durante l'estate ebbè inizio il palio e venni ingaggiato per sostenere la squdra di calcio dei verdi.
Prima partita, divisa casual: per l'occasione indossai una maglia a righe bianche e rosse, e fu sulle gradinate della curva del quartiere dei rossi che mi appiopparoro il nuovo nome d'arte di Gerets.
Col passare delle settimane, a palio terminato dal Pile, fui invitato a far parte della squadra amatori S. Francesco.
Ricevetti pure il mio primo invito per una serata a casa di un certo Zeo (che non conoscevo) a Trascorre dove si sarebbe mangiucchiato qualcosa.
C'era di tutto: tutto quello che il suo frigorifero conteneva di mangereccio.
E cosi ebbè inizio la mia avventura nel Briscolone club, fondato nel mese di novembre dello stesso anno con una cena alla trattoria Cacciatore, conclusa con un socio (nome d'arte Principe) ridotto un po maluccio dal buon vinello rosso, e caricato nel baule di una macchina per il ritorno al paesello d'origine.
Ricordo di avere già raccontato parte di questo commento in un altro post: mi sembrava più corretto riportarlo e completarlo.

mister

Il Gerets è tornato dal ferramenta con rotelle ripristinate: pazienza per l' usato.
Sarà più corretto, ma se mi metto io a setacciare nel mercatino del blog, sarebbero troppi i ricordi da riportare e completare.
Quando il sito imploderà, si potrebbe ricavare un libro con i migliori ricordi e commenti.
Consultare archivi è lavoro duro: bisognerebbe essere in pensione per metterci mano.
E servirà un correttore di bozze.
Ma stavolta non citerò lo strafalcione presidenziale: poi s' arrabbia.
E smette di scrivere.
Rimprovero spesso pure i suoi colpi tennistici sgangherati dal punto di vista tecnico: ma se dovesse appendere la racchetta al chiodo verrebbe a mancarmi uno dei principali compagni di gioco.
D' accordo, il nostro leader non sarà un Federer, un Manzoni, un Coppi, un Pelè: tuttavia bisogna riconoscere un indubbio spirito di abnegazione a frequentare situazioni che non lo vedono del tutto a suo agio.
Vi ho mai raccontato ( siii...)  quando quel criminale del Principe e l' altro cuginastro Bep mi hanno portato a sciare?
Rinfreschiamo brevemente.

mister

In quei tempi l' effetto Tomba ancora mieteva vittime: sciavano pure i cani.
E gl' infingardi cugini, forse per vendicarsi delle angherie calcio- tennistiche- ciclistiche, mi convinsero al battesimo sugli sci. Non che fossi pienamente convinto: la diedi via solo perchè stufo delle insistenze.
Naturalmente il Principe mi vestì capo a piedi, sci e bacchette comprese.
Arrivai al Passo Maniva già sconvolto: deleteri i tornanti per il  mal d' auto. Che non fosse un buon inizio lo capii pure dal ruzzolone che feci poco dopo, mentre scarponacci ai piedi tentavo di scendere da un leggero pendio. Buon senso avrebbe consigliato di ritirarmi ancor prima d' indossare gli attrezzi del mestiere.
Evitai Fantozziane figure alla fune issante munita di sellino solo perchè mi stava portando alla brevissima, e dolcissima pista per bambini principianti. Un po' mi vergognavo: è come entrare nella piscina dei piccoli senza aver figli a cui badare.
Arrivato in cima presi posizione di lancio: il Principe mi sommerse d' indicazioni tecniche, ma in quel momento pensavo solo a stare in equilibrio. In virtù di una buona cordinazione sportiva, e pratica di pattinaggio ( ghiaccio e rotelle), riuscii a reggere la discesa senza capottarmi, e senza svergolare gli sci a spazzaneve come il cugino continuava ad urlare.
Ma si andava pianissimo: la pendenza era irrisoria. Un po' di dignità, diamine!
Ripetei la corsa (!?) un paio di volte: e visto che restavo in piedi i cugini mi lasciarono per avventurarsi in piste più confacenti il loro livello. E poi eravamo in compagnia di ragazze dell' epoca: fica di alto bordo, non le ragazzette dell' oratorio. Logico battergliela.
Nel frattempo proseguii l' allenamento solitario...
Finito di tromb..., cioè di sciare, i cugini tornarono a prendermi, e mi convinsero a cambiar pista.
Per accedevi  bisognava superare il primo tratto di pendenza... folle! Solo a guardarla mi veniva l' ansia: è come passare dalla piscina dei piccoli alla piattaforma dei tuffi.  E mentre guardi giù pensi: "col cacchio che mi lancio!"
Per buttarmi giù mi diedero  uno spintone.
Andai giù dritto come un fuso per dieci metri: poi mi schiantai. Perlomeno avevo superato il tratto più ripido... Ma per un vergine come me pure il resto della pista sembrava impegnativo. Nonostante rassicurazioni e indicazioni tecniche mantenni la rotta per poco: prendevo troppa velocità e non gestivo  la situazione.
Ruzzolai di nuovo.
Ulteriore tentativo: giù dritto per dritto! Per un breve lasso di tempo ebbi la sensazione di sciare per davvero. Ma praticare discesa libera in un settore dove tutti slalomeggiavano procurò un esponenziale acquisto di velocità: alla prima gobba di cammello feci un impennata clamorosa : mi frantumai al suolo avvolto da  nuvola di neve.
Mentre gli sci scendevano a valle giacevo supino. Sopra di me passò un tale appeso alla seggiovia: con sguardo tra il serio e l' ironico chiese se mi ero fatto male.  Disse anche dove avevo sbagliato tecnicamente ... ma non poteva farsi i cazzi suoi??
Lo mandai mentalmente a fan' culo. Meno cerebrali furono le invettive che scagliai contro i cugini, che, un po' sghignazzanti, un pò preoccupati, si erano nel frattempo fatti intorno.
Fortunatamente non mi ero rotto nulla: compresi di aver giocato il jolly.  Pensato agli anni a venire di calcio e tennis, decisi di ritirarmi seduta stante da quel fottuto sport. Ripescati gli sci, li misi in spalla: seppur a fatica, sprofondando nella neve fresca dei lati, feci tutto il resto della discesa a piedi, incurante delle sollecitazioni di chi mi aveva portato in quel postaccio freddo e umido.
Lo rividi nel sole caldo d' estate in sella ad una bicicletta:" C'e' un uomo solo al comando. La sua maglia è biancoceleste. Il suo nome è ...
Mai più ho indossato sci.

Lo sport che si praticava maggiormente col Briscolone club negli anni 90 era il calcio.
Purtroppo non essendo più un giovincello, avevo sempre molti infortuni muscolari, decisi quindi di dare un taglio al gioco del pallone.
In estate alcuni amici del Briscolone andavano sempre in biclicletta a scalare vette montuose.
La loro perseveranza a convincermi di mettermi in sella per andare con loro era notevole, ma nè possedevo una bici da corsa e tantomeno avevo mai pedalato per cosi tanti km compresa la salita.
Un sabato pomeriggio alcuni soci del B.C. mi convinsero a fare qualche km in bicicletta in tutta tranquillita.
Fiducioso mi presentai in piazza con una normale bici da uomo con 3 miseri rapportini e vestito con una maglietta e pantaloni corti: loro tutti in divisa da veri campioni con bici da corsa.
I primi km erano tranquilli si pedalava verso Moscazzano, ma ad un certo punto il soloto pirla di Massi e Mendy iniziarono a lanciare sfide.
Io abboccai subito alla loro provocazione riuscendo a cavarmela egregiamente.
Quella solfa di provocazione continuò per tutto il percorso fino ad arrivare ad imboccare la tangenziale che da Cà dalle mosche arriva fino alla girandola.
In quel periodo non era ancora praticabile dal transito di uatomezzi, ma essendo già ultimata di asfalto si poteva percorrerla in bicicletta.
Dopo 50 mt iniziò una piccola pendenza che portava a superare il punte del fiume Serio, D'improvviso iniziai a diminuire la velocità staccandomi dal gruppo, le mie gambe non riuscivano più a spingere i pedali e poco ci mancava che mi fermassi.
Sembrava di scalare il Mortirolo.
Molte furono le imprecazioni verso i campioni ciclisti, ma fu proprio in quel giorno che decisi di acquistare una bici da corsa ed iniziare a scalare vette montane.

principe

Mister come si puo'dimenticare la tua prima ed ultima giornata sciistica.Ora che non giochi piu'a calcio e con il tennis sei oramai al tramonto potresti ritentarci!quando vuoi io e Beppe siamo a tua disposizione.
A proposito di quella giornata ti sei dimenticato del Mappelli che e' stato portato giu' in spalla da un Maestro.

mister

Vero, pure il Map ebbe problemi su quelle piste da sci: non erano adatte a principianti.
Ma neppure ho più intenzione di calcare tracciati per bambini.
Pietra tombale.
Il Principe ha buona memoria: e si ricorderà bene l' altra mia simil unica esperienza con ritiro in corso d' opera.
Occorre tornare indietro di circa trent' anni ( ! ).   In quei tempi, ai Sabbioni - località " grattacieli", esisteva un rinomato ( rinomatissimo...) ristorante- pizzeria: " La baia del pescatore". Pochi coraggiosi pranzavano... tuttavia era molto frequentata la pista da ballo esterna, una specie di discoteca all' aperto denominata " Big Ben". Grande periodo per la disco music.
Essendo in compagnia con i vari Beppe, Davide, Pile, Mino, Manca ecc..., una sera li seguii  ( novello quattordicenne, limite minimo per l' accesso) in quel locale.
Loro già erano dediti - e capaci - alle danze.
Madre natura non mi ha donato di ritmo musicale, ma questo ancora non lo sapevo.
E poi era sabato sera: sicuramente avevo la febbre.
In effetti non si può spiegare come mi lasciai convincere a scendere in pista: mi bastava stare a guardare. Cedetti alle lusinghe.
Vicino al resto della truppa cercavo d' imitarne i movimenti: in onda passavano i " Kraftwerk", un gruppo tedesco che produceva musica elettronica d' avanguardia, e il brano specifico era " The robots". E quella musica si ballava con tipici movimenti un poco robotizzati.
Evidentemente non mi riuscì molto bene: poco alla volta intorno a me si formò un vuoto.
Fu rotto dall' avvicinarsi di un tale - sconosciuto - il quale si affiancò imitando i miei movimenti. E mentre ballava mi chiese come mi chiamavo e da dove venivo: dopo altre parole di circostanza mi disse:" Ma lo sai che balli proprio bene? "
Da parte mia non mi ero ancora reso ben conto della situazione, e risposi : " Grazie! "
Ma più in là scorsi i cugini che stavano confabulando e sghignazzando tra di loro: neppure gli sguardi degli altri compagno mi sembravano limpidi.
In quel momento realizzai: e fui colto da profonda vergogna.
Mestamente uscii dalla pista.
E mai più frequentai discoteche.
Neppure più ballai alle festine dell' oratorio, a parte qualche scuotimento di capelli ( quando li avevo...) nei tempi degli Europe e " The final countdown".
Qualche anno fa mi è comparso fra le mani ad un mercatino" The man machine", il famoso album dei Kraftwerk dove è compreso pure il brano " The robots".
E quando son colto da febbre del sabato sera il mio salotto si trasforma.

mister

Nei primi tempi delle salite montane, Oltre il Colle in testa, io e il Pile avevamo un codice etico-sportivo che iponeva la realizzazione dell' impresa a patto di non mettere piede a terra durante l' ascesa.
Le prime volte fallimmo: logorati da sprint demenziali e fughe dal gruppo, e frenati da rapporti da pianura, la salita era spesso interrotta da soste, se non tratti percorsi bici a mano.
Come detto in altro commento, fummo felicissimi quando superammo l' ostacolo senza mai smettere di pedalare.
Negli anni a venire, non ho mai ritenuto conquistata realmente una vetta se non attraverso quel codice d' onore.
La prima volta, per esempio, il Gavia mi respinse clamorosamente: fui pioniere solitario nell' anno 89. Gran parte era ancora in sterrato. Disponevo inoltre di bici appesantita dal sacco a pelo, e neppure disponevo di moltipliche adatte. Lo affrontai in orario tardo, e molti tratti li feci a piedi. Arrivai in cima tardissimo, ed essendo mese di Giugno, faceva pure freddo. In discesa presi una congelata pazzesca: fui costretto a legarmi la fascetta per i capelli su di una mano, mentre l' altra ogni tanto la mettevo in bocca per scaldarla.
Stavo perdendo totalmente sensibilità alle dita, e questo m' impediva di frenare adeguatamente.
E per un pelo non andai a sbattere contro una mucca piantata sul lato della strada. E sbagliare il tornante significava volare fuori strada tra le pietre dei crepacci. Arrivai talmente conciato male  a S. Caterina Valfurva che fui gentilmente respinto al primo albergo nel quale mi presentai. Fortunatamente andò meglio al secondo tentativo.
E seconda opportunità la volli ancora avere per sconfiggere il "mostro" Gavia. Ma con bici più adatta, e maggior esperienza, lo vinsi.
Senza piede a terra.

Pure tra le foto del sito,  oltre che dai racconti, compaiono il Presidente e il Mendy sulle vette delle maggiori montagne.
Ma il codice etico - sportivo è stato rispettato??
O il piedino ha toccato il suolo?

Piedino appoggiato solamente all'imbocco della galleria senza illuminazone, io e il Ciubec non avevamo nemmeno una piccola torcia: molto rischioso al buio.
Mentre stavamo discutento il dafarsi, arrivò una motocicletta, fermatasi scese una coppietta di giovani e vedendoci in difficoltà ci chiesero se avevamo bisogno di aiuto.
Spiegato il nostro problema, gentilmente si sono offerti a farci strada con la moto.
Dietro di loro, attraversammo velocemente il tunnel senza pericoli, continuando a pedalare fino alla vetta dove Benito era già arrivato da tempo.

mister

Tra le foto del sito compare una fantomatica " Agosto 2000, l' impresa" : il Presidente, a cavallo di una bici ibrida, abbraccia il cartello del Passo Mortirolo.
Ma fu vera gloria?
Nel 1996 rappresentò l' ultima mia tappa prima dal ritiro definitivo dal ciclismo.
Fu dura, ma non durissima: partendo da Tirano, giunsi ai piedi della salita caldo al punto giusto,e non cotto da km e km di pianura e falsopiano. E avevo nelle gambe il discreto allenamento dei mesi precedenti, oltre che il Gavia e Stelvio dei due giorni  prima. Stelvio bis: arrivato in cima scesi dall' altro versante, ed una volta giù, rifeci la strada all' inverso.
Vero che alcune pendenze del Mortirolo sono impegnative, tuttavia è una salita relativamente breve. In alcuni punti si è al limite, ma se si supera quel momento c'è spazio per riprendersi.E molti tratti sono all' ombra delle piante.
Sofferenze maggiori le ho patite sul Maniva - Croce Domini: pendenze inferiori, ma più lunga e completamente esposta al sole negli ultimi km. E meno allenamento nelle gambe.
Una volta la feci in solitario: percorsi pure tutto il  lungo falsopiano sterrato della cima per poi discendere dall' altro lato.
Quel giorno arrivai a 245 km in totale.
Se non sbaglio lo stesso giro lo ha fatto il Principe: in moto!

mister

Sarebbe correttamente etico che la redazione di chi emette post seguisse con più attenzione e zelo lo svolgersi dello stesso. Decisamente scarsi i contributi del Mendy.
Un uomo che un giorno decise di salire il Croce Domini: buone le intenzioni, ma a metà salita le forze ( a onor del vero già limitate...) vennero meno.
Posata la bici, si stese su di un muretto di contenimento stradale e si addormentò.
Ragazzo dalla miccia corta: si ricordano folate calcistiche sulla fascia, ma non altrettanto incisive in fatto di ripiegamento.
Speriamo che sappia mantenerlo duro in altre faccende...

Purtroppo gran parte della storia del briscolone non ha visto la mia parteciapazione e la maggior parte di questi mitici ricordi non mi appartiene. L'unico episodio che avete citato e che mi ha visto partecipe è Pressana. Come dimenticare la fatica di far salire la mia povera Punto da quella salita impossibile! Ho pure provato a fare una salita in bici da corsa che qualcuno mi ha prestato: che fatica!!!! Non pensavo fosse così dura fare le salite in bicicletta. Preferisco ancora il treking...
Ora ritento di addormentarmi... fin'ora la cosa non sa da fare!

mister

Ma è così noioso questo post?
Umbe lo utilizza come sonnifero.
Pure il suo creatore sembra averlo abbandonato.
Che stia dandoci dentro con il progetto calouomo?
O miccia corta anche in questo caso?
Ottobre è sempre più vicino: temo che neppure una settimana intensiva passata a scalare vette alpine in bicicletta possa sanare la situazione.
Pure l' appassionato trekkista Umbe  sembra aver messo su qualche kg rispetto anni fa: segno che  trattasi di sport non perfettamente congeniale al dimagrimento. Che possiamo consigliare al Mendy?
Un bel gilè stretto!

Come sonnifero non ha funzionato molto bene... Ci è voluta un'altra ora!
Forse il creatore del post non scrive proprio perchè il progetto calouomo gli occupa il tutto tempo libero... Il tempo stringe ed ogni minuto è prezioso! Smile

Guardando la sua panza non mi sembra che il progetto calouomo abbia molto effetto.
Anche ai tempi migliori della sua attivita sportiva, durante le scalate delle vette più alte in bicicletta, ho notizie certe di pisoli fatti all'ombra delle piante in attesa del ritorno dei suoi compagni.
Sbaglio forse?
Lui potrebbe sicuramente raccontare queste lunghe dormite: non scalate.  

mister

La scalata più dura il Mendy la deve ancora affrontare: la vita matrimoniale!
Poco tempo per dormire: c' è sempre qualche sacco dell' immondizia da portar fuori, o roba da prendere nello sgabuzzino. Sempre nei momenti meno opportuni.
Se poi i semini fanno effetto non si tratta  di raccogliere tranquillamente peperoncini...
Coincidenza che un nostro socio non abbia ancora timbrato il post?
Speriamo che il buon giorno non si veda dal mattino.
Vi lascio: devo portare giù Mila a fare la cacca, e nel frattempo raccogliere il basilico.
Comunque godo il vantaggio di non dover cucinare.
Oggi mi aspetta una bella salita: il lavoro! E tutto questo caldo sfiacca.
La vetta delle ferie d' agosto pare non arrivare mai.

Mendi

Questo post aveva ed ha per me un'utilità pratica che al momento non posso rivelare ... se potrò mettere in pratica la sintesi che ho fatto...capirete.

Prima della chiusura dei commenti del censore Umbe vedrò di elargire altri racconti ...

Cordialità, domani è venerdì e la bussola dice nord

mister

Finirà come al solito: i " favoriti " del Mendy sapranno tutto in anticipo ... e magari già lo sanno.  E io, per ultimo, a cadere giù dal brocco.
Per quanto mi riguarda, lavoro alla luce del sole: ma  il filmino del meglio Briscolone si è arenato. Purtroppo una cassetta che mi ha reperito il Presidente ( il Mendy mi ha dato quelle sbagliate...) si è incagliata nel videoregistratore, e dopo infruttuosi tentativi sono stato costretto a portare il tutto dal tecnico riparatore. Devo aspettare 10 - 15 giorni per sapere se è recuperabile o meno.
Fosse stato un pornazzo pazienza: figura di palta... ma non piangerei  se andasse distrutto.
Il mercato è pieno.
Meno sono i documenti sulla nostra storia.
Prima o poi sarà doveroso raccogliere tutto ed organizzare una serata tematica stile museo, in attesa di avere una sede stabile dove esporre i cimeli.
Si potrebbero fare anche delle statue di cera in scala natutrale che ci rappresentino.
Progetti futuri, e magari un poco lontani: se il Gerets non ce la facesse... al massimo lo esponiamo imbalsamato!

Se non recuperi la cassetta, sarai tu il primo ad essere imbalsamato.
sarebbe saggio che il Mendy, al suo ritorno cerchi nuovamente le cassette giuste da consegnare al Mister per il filmato, prima di dedicarsi ad altre faccende.
Novembre è sempre più vicino, ed il lavoro da fare è ancora tanto.
Vorrei ricordare a tutti i soci, che il Principe non puo organizzare l'addio al celibato in camper se non diamo indicazioni precise per la nostra disponibilità.
Ricordo la data che il Mendy ha indicato: 18-19-20 settembre.

mister

Furbetto di quartiere il Mendy: tra cazzeggi e promesse ha scritto solo un paio di ricordi.
E per scopi loschi desidera sfruttare il lavoro altrui!
Al tanto decantato S. Gabriele non c' ero, ma nessuno si è degnato di raccontare.
E che dire di tutte le vacanze estive misto Briscolone che avete fatto?
E troppo scottante per il Presidente raccontare l' ultima gita in camper?
Luoghi e fatti sono tanti.
Spetta al Mendy incentivare soci narratori.

Bussola verso nord: Gallarate!
A domani...

mister

Cassetta della posta vuota al ritorno...
Neppure il clima estivo aiuta a impegnarsi più di tanto, e il tema specifico lo richiede.
Nel palinsesto autunnale avrebbe retto meglio.
Troppo tardi?
Per quanto riguarda la programmazione della camperata non vedo molta decisione, e sinceramente neppure io riesco ad essere sicuro e determinato. Lo vorrei essere, ma neppure sono riuscito a programmare le vacanze estive.
Le tempeste a volte sono imprevedibili.
Come il filmato che si è inceppato nel videoregistratore.
Speriamo possa essere recuperato. Al massimo faremo come nel film di Fantozzi: distrutta la copia inestimabile della corazzata Potmekin il direttore fece ripetere tutte le scene !

Post dallo sguardo retroattivo: ma superate le  celebrazioni del ventennale, non è che verremo sepolti: siamo ancora gente da futuro.

mister

Tra i luoghi formativi d' incontro Briscoloniano l' eccellenza spetta all' oratorio sabbionese. Passaggi di generazioni differenti, ma non tutto il patrimonio è andato disperso. Ho l' impressione - ma posso sbagliarmi- che solo il nostro nucleo rimanga ancora agganciato attivamente. Naturalmente abbiamo perso pezzi... ma spesso li manteniamo in vita nei nostri racconti.
E manteniamo in vita le fanciulle che hanno rappresentato palestra sentimentale.
Più citato il gruppo del periodo 85 - 95 , ma spesso incontro anche ragazze dei tempi precedenti.
E tutte mi regalano ricordi.
Comunque non sono stupito più di tanto dal canovaccio  attuale:  alcuni intrecci imprevedibili, altri di semplicità estrema. Statisticamente nella media.
Così è la vita.

mister

Al recente " Dentella", e mai tramontata pizzeria S. Lucia, bisogna aggiungere l' indimenticabile " Bar Carlo" ovvero " da Piero". Ragazzi, bisognerebbe andarlo a trovare! Chissà se ancora gestisce il bar...
Spesso rappresentava il ritrovo di seconda serata: il primo avveniva con le ragazzette dell' oratorio in luoghi vari, determinati da lunghe discussioni, e strategie per entrare nell' automobile più pregiata come compagnia.
E poi alcuni reduci maschi prendevano posto nella saletta riservata del bar Carlo.
Ancora non era decollato al meglio il gioco di carte del briscolone... più che altro si chiacchierava, oppure si tirava qualche raggio di briscola o scopa.
Non rare alcune partite a stecche.
Neppure possiamo scordare il mitico bar " Puntolinea", dove il "baffo" ci svezzava meglio al sorseggiar birra. Tempo fa gestiva una pizzeria nei pressi di Camisano, spesso meta di rientri ciclistici. Lo incontro talvolta all' ipercoop: non è cambiato in quanto look.
D' accordo, spesso narro fatti antecedenti la nascita ufficiale del nostro club ( 89 ), od in un certo senso, a cavallo ... ma le nostre radici hanno attinto anche da qui.

mendi

Ragazzi (si fa per dire), sono atterrato da poche ore a Seoul e ho provato una sensazione fantastica ...ho saltato il lunedì!!
Sono partito domenica sera, ho dormito come un ghiro e quando mi sono svegliato era già lunedì pomeriggio... Tra poco è ora di cenare ancora e poi di nuovo a letto!!  Qui sono le 20 ...
Settimana Coreana che cade a fagiuolo per dimagrire. Il cibo qui fa un pò cagare e si mangia in genere poco. Mi ha appena chiamato una collega coreana che al telefono aveva una vocina che sembrava un misto tra Schintù e Gnègnè...
Mercoledì trasferta a Busan, che sembra una località veneta invece è a due ore e mezza di treno da qui...se è bello ci veniamo in camper!!

Per l'addio al celibato spero che l'entusiasmo monti...un pò alla volta, poco poco e piano piano. Perchè la vita è un sogno ma i sogni aiutano a vivere.

A più tardi

mister

A più tardi? Bho... il Mendy si deve essere insoccato. Nessuna altra notizia.
Sognerà la sua bella?
Oppure, anzichè montare l' entusiasmo, sarà reduce da una sana montata  coreana: solitamente queste fanciulle hanno fighini delicati.
E sono brave nell' arte.
Facile addormentarsi soddisfatti e rilassati.

mister

Quando ancora poco si masticava internet, nasceva " Il bastone", organo d' informazione del Briscolone Club.
Giornalino cartaceo a scrittura emanuense, circostilato poi in alcune copie.
E il taglia e incolla era reale: con forbici e vinavil appicicavo fotografie e vignette.
Alcune, seppur privo di mano artistica, le disegnavo personalmente.
Nemmeno la mano letteraria era buonissima... oggigiorno rileggo a fatica alcuni pezzi: molte le ingenuità.
Probabilmente dirò lo stesso quando tra dieci anni rileggerò i miei scritti digitati sul blog.
Tuttavia lo stile politicamente scorretto della vecchia opera rimane pietra miliare.
Da ricordare alcune importanti collaborazioni prima, ed il sorgere sucessivo di  opuscoli creati dall' iniziativa di altri soci: " Asso di Bastoni", "Asso di cuori", " Fante e Cavallo"...
insomma, l' onda del Bastone movimentò la battigia briscoloniana.
Si creò fermento anche nel mondo femminile: ricevetti pure lettere!
Veramente una missiva ( più telefonata) la ricevetti pure da un anonimo oppositore.
E non era nè gentile, nè ironica.
Spinto da manie di grandezza avevo aumentato la tiratura, e consegnai pure copie a personaggi dell' epoca inseriti nell' " onirigramma". Evidentemente una cadde in mani sbagliate: era quella in cui satireggiavo sul giornalino della parrocchia.
Obbiettivamente mi ero spinto troppo in la.
Già non mi garantivo il quieto vivere a livello interno...
Non sarebbe male creare un edizione speciale del vecchio Bastone nella scia dei festeggiamenti Briscoloniani: un edizione cartacea che cammina verso il socio, mentre è quest' ultimo che direziona verso il blog.
Purtroppo, o per fortuna, mancano personaggi e temi su cui scagliarmi.
O forse sono io che sono diventato più buono.
Solo oggi mi ha fatto tenerezza vedere una betoniga dell' epoca a spasso in bici col marito, entrambi col sellino munito di bimbo. Erano sorridenti  e felici.
Mi ha risollevato vedere un altra coppia - che non conosco - con lei sciabattante e sfiorita alle prese con un carrello della spesa strapieno, ed un moccioso piagnuculante che strisciava per le terre a fare i capricci per una macchinina che suo padre non voleva compragli. Questo povero uomo un po' smoccolava col bimbo, un po' con la moglie... aveva una faccia da disperato ... come vivesse una situazione estranea alle sue corde.
Capita di sentirsi prigionieri.

Per motivi organizzativi e lo scarso entusiasmo dei soci per l'adesione alla camperata dell'addio al celibato del Mendy, il Presidente, in accordo con l'organizzatore, hanno cosi deciso:
Il camper prenotato sarà solamente uno max di 7 posti;
La data probabile rimane confermata per il 18/19/20 settembre 2009, (potrà essere spostata al 25/26/27 settembre) solo in caso eccezzionale.
Si chiede (per il momento) cortesemente a tutti i soci interessati, di dare la propria adesione entro e non oltre il 30 luglio 2009.
Spero che tutti siete consapevoli delle difficoltà organizzative a prenotare oltre il mese di luglio.

Ad oggi, oltre al socio diretto interessato, l'adesione certa è solo del Presidente ed il Principe.
Sono a disposizione per la Vs adesione ancora 4 posti.
Naturalmente la scelta del posto letto sarà in funzione della prenotazione.
Chi tardi aderisce, male alloggia!  

Scrivete la Vs adesione sul Blog.

Un buon giorno al socio Mendy per la sua (si fa per dire) vacanza di lavoro a Seoul, sta per iniziare un'intensa giornata di lavoro....

mendi

confermo la mia presenza.
Volevo scrivere un commento attinente stasera ma qui è già la una e causa jet leg non dormo ma domani mattina alle 6 si parte...
spero meglio domani.

w l'Italia

Mendy

mister

Per favore Mendy, risparmiaci i tuoi volevo- scriverò- a più tardi- spero meglio- e compagnia bella: come conduttore di post fai cagare.
Molto fumo e poco arrosto.
Da parte mia ho messo discreta carne, ma evidentemente causa la stessa reazione.
Anche in questo caso, scarso entusiasmo dei soci.
Del resto il Presidente è più avvezzo alle questioni organizzative e burocratiche, altrettanto importanti per lo svolgersi della vita sociale.
E con giusto piglio viene affrontata la questione camper .
Inquietante comunque l' uso del " Vs ", sigla sostitutiva del più semplice " vostra".
Ma è la gita del Briscolone o del Rotary club??
Banalissima e scontata l' assegnazione dei posti in base al principio di chi prenota per primo.
Infinite le possibilità di giocarsi il letto, dalla sfida cartofila all' uccello più lungo: è un principio più coerente con lo spirito del nostro gruppo.
Pure illegittima: se il gatto e la volpe tramano, logico che l' iscrizione compaia in testa nell' emanazione della convocazione.
Comunque, per il momento, non sono cose che mi riguardano: questioni sospese non mi consentono di confermare entro i  tempi previsti.
Avanti che c' è posto!
Al limite, se rimarrà un buco vacante ( sempre se non verrà occupato dalla moglie del  Pile - eh eh eh ... ), potrò unirmi last minute.
O al massimo vi seguirò in treno, alloggiando poi in albergo.
Così potrò cagare in santa pace.

beppe

Tornato dalle ferie ho avuto modo di vedere il grande sforzo del Mister nel tener sveglio il blog con racconti degli anni passati.
Letti velocemente, come velocissima è stata la dicesa con sci dal Maniva del Mister (ricordo che ero anch'io alle prime armi non puoi accusarmi di colpe che non ho!!).
Altro spunto il Baffo del Punto Linea alias Gianmario lo puoi trovare all'ex Sanghò ad Offanengo, l'ho incontrato anche ad inizio giugno ad un matrimonio... a fine sera era piegato, qundo vogliamo si potrebbe andare a bere una birretta.

P.S. OK PER ADDIO AL CELIBATO IN CAMPER SE FINE SETTIMANA DEL 20 SETTEMBRE IL 27 DIVENTA DIFFICILE.

Mister ma sei sicuro che il treno arrivi dove arriveremo noi con il camper?

ciao  a tutti

Duole dovervi informare che causa impegni teatrali nei succitati finesettimana la mia presenza sul mezzo non sarà possibile.

Anch'io rinuncio alla camperata. Non sono un grande amante di sfacchinate in camper. Il camper l'ho provato una volta e mi è bastato. Poi all'oktober fest io centro proprio poco... Dovrei andare di coca cola...
CIAO!

mister

Come detto in precedenza il Mendy ha buttato solo fumo: a torta ormai stantita ha emanato solo un paio di ricordi.
Cattivo esempio.
Pure i curatori della gita in camper non sono buoni pubblicitari: freddino il comunicato stampa della convocazione. Pure gli organizzatori delle gite in pulman pensionati sanno trasmettere  più  entusiasmo.
Ma che fine ha fatto il phatos briscoloniano?
Tinte smorte.
Tra l' altro speravo che i posti s' esaurissero in battibaleno: sarei rimasto felicemente a piedi.
Pesanti le defezioni.
Più tollerabile poi se a curarmi il vomitino ci fosse una gnocca in desabiè: invece lo spirito è quello riminese:  amici diciottenni che si ammassano in tende o stramberghe.
Ma sono un quarantacinquenne amante delle comodità.
E gli amici li sopporto solo per qualche ora.
Poi desidero i miei spazi, e non la convivenza forzata in cella viaggiante.
Ma chi ha detto che la meta sarà l' oktober??
O come al solito si trama sottobanco?
Ma non si era deciso di privilegiare i momenti di sosta rispetto ai km e km d' asfalto?
O decide il festeggiato?
Ma non sono gli amici che dovrebbero programmare?
Capisco che la mia presenza non è certa, ma lo spirito briscoloniano impone di rompere le palle, proporre, lamentarsi, creare cincello.
E cercare di coinvolgere ugualmente i rinunciatari: magari per insultare  tentare di convincere con alettanti proposte.
Troppo ordinato, ordinario, burocratico e civile lo svolgersi delle cose.
Nessuno che minacci un entrata in teatro a rapire forzatamente l' attore Bèla Paol, o che uillustri ad Umbe la magnificenza di uno spettacolino col puttanone ingaggiato.
Ragazzi, iniziate a diventare noiosi per i miei gusti.
E dovrei trascorrere ore e ore a stretto contatto con voi??
Va be', porterò la scatola di Scarabeo de lux...

Se il camper rischia di rimanere mezzo vuoto, meglio cambiare.
Per un'addio al celibato da Briscolone è necessaria la massima presenza dei soci.
Invito tutti a meditare sulla questione e di pensare subito una possibile degna alternativa.
In questo caso naturalmente, il diretto interessato verrà messo a conoscenza solo della data.

mister

Questo post corre  lentamente, e pare non finire mai.
Sembra di essere sulla strada statale  che porta dal passo S. Marco a Tirano: il Curbà contava con enfasi countdown i paracarri indicanti i Km.
Lo volevamo strozzare!
Si pedalava cotti...

Ohibò, siamo già al tiraindietro del camper??
Non vorrei questo fatto causasse mugugni.
Passata la buriana del ventennale e matrimonio Mendy, sarà difficile tenere in assetto Club e Blog.
Pensando a ora, che ne dite di rinserrare le file?  

VENERDI 31 LUGLIO PIZZA in compagnia?
Serata open, tanto per favorire i vincolati.
Aderite!

FORZA VENITE GENTE!

principe

che delusione

Nostra consuetudine era ritrovarsi l'ultimo venerdì di lavoro, prima di iniziare le tanto amate ferie, da Pinocchio.
Buona l'innovazione del Mister per una pizza, da tanto se ne parlava ma mai si faceva.

A che ora e dove il ritrovo?

Adesione completa.

mister

A Pinocchio preferisco la fata turchina...

Per meglio favorire il rientro dal venerdì lavorativo propongo un incontro di seconda serata, ritrovandoci con i piedi sotto il tavolo verso le 22. Come luogo potrebbe andare bene Romanengo, piazzandoci sotto la pergola.
Ben accette altre proposte.

Per quanto concerne il camper logico che il caldo Principe rimanga deluso dall' eventualità che il sogno non sbocci. Tanto il can can fatto che si rimane un pò costernati.
Del resto il Presidente è un amante dell' unità, ma  accontentare tutti è un impresa titanica.
Ma in un epoca in cui si è divisi su tutto non vedo perchè non si adotti la politica del chi c'è c'è.
Ho vaga impressione che pure il Mendy tutto sommato non si strappi i capelli: calcolando i noti motivi di lavoro, buon gioco sarà conservare un fine settimana a casa per ultimare i preparativi e vedere la sua bella.
Il ragazzo appare un po' ciapat.
O sbaglio?

principe

Venerdi 31 non ci sono,e da quanto mi risulta non sono disponibili nemmeno BEPPE e il PILE.
Comunque va bene la politica di chi c'e' c'e'.
Io ci sono e non mi tiro indietro, gli altri facciano quel ..... che vogliono,x ora siamo quattro va bene anche cosi'.
carpe diem

Mendi

Non intervengo solo perchè l'organizzazione compete agli amici.
Sappiate che ho già informato l'altra metà del cielo della mia assenza per il fine settimana indicato.

Non mi strappo i capelli perchè le tengo da conto ma in fondo un pò mi dispiace. Se serve pensare altri fine settimana si può pensare a fine agosto ma non so se cambia qualcosa ...
Vi faccio sapere.

Per venerdì non so a che ora torno, è probabile che faccia tardi. Magari vi raggiungo in camper ...

Vado a casa
Ciao merde

Per venerdì ci sono anch'io! Prima o seconda serata a me va bene comunuqe.

Causa impegno precedente non potrò essere della partita venerdì... sono però disponibile giovedì o sabato.

Riguardo al camper confermo la presenza (siamo5?)e credo che pensare ad una alternativa sarebbe tiepido e disarmante

bye

mister

Sabato non ci sono io...
sarebbe stata bella una presenza più massiccia, ma come sempre è complicato mettere assieme tutti i pezzi.
Chi desidera farmi compagnia (la moglie è a Gallarate) può ritrovarsi in piazza ai Sabbioni venerdi 31 alle ore 21.45.
Comunque rimane serata open.
Graditi pure i ritardatari: ok Mendy?
Naturalmente anche altri soci che fossero in zona.
Pizzeria da decidere al momento.

mister

Nei tempi delle gite ciclistiche, auspicabile era formare un bel gruppone.
Ma vuoi per impegni pregressi, vuoi per mete troppo audaci per i pedalatori meno competitivi, non sempre era possibile.
Anzi...
alcune volte mi sono trovato solo: le motivazioni spingevano oltre.
Ho pedalato pure in coppia, e alcune volte in trio.
Ricordo particolarmente l' escursione con Massi e il Mendy: raggiunto il lago d' Iseo, siamo saliti fino a Vigolo, e ulteriormente per Parzanica poi. Non desiderando scendere dallo stesso lato, e ancora in costruzione la strada sull' altro versante, abbiamo sperimentato una terza via: Un ignota striscia di asfalto non segnalata sulla cartina che si addentrava in un bosco. Ma qua e là s' intravedevano spicchi d' acqua, per cui la direzione era ipoteticamente giusta.
Purtroppo le condizioni stradali peggiorarono ben presto, e poco dopo ci trovammo di fronte ad una bellissima quanto impraticabile mulattiera!
Le pietrozze erano ben messe, ed in alcuni tornanti erano agevolati da tratti di cemento scanalato: ma certo rimanendo in sella ci saremmo amazzati. E così scarpinammo a lungo bici in mano.
Naturalmente mi beccai la solita raffica d' improperi!
La sequela raddoppiò all' agognata fine della discesa: Massi si accorse che la catena della bici si era aggrovigliata intorno al cambio in virtù dell' insolito uso, e non fu facile districarla. Nè rimanere con le mani pulite.

Ci si rammarica se manca qualcuno: valori.
Tuttavia possono nascere cose belle anche se la squadra non è al completo.

mister

Fatico un po' a seguire il pensiero presidenziale: prima mette il numero chiuso di sette alla gita in camper, poi afferma che per l' addio al celibato occorre massima presenza dei soci. E cagiandosi per il lento riempirsi, si affretta a ventilare eventuali alternative.
Papocchio.
Mi aspettavo una reazione più decisa da parte del Mendy: un "po'", in " fondo", mi dispiacerebbe, dice lui ...
Avesse detto un  dispiacerebbe secco privo del po' e fondo sarebbe stata maggiormente dimostrazione di animo ferito.
Straccerebbe senza troppi rimpianti la licenza premio firmata dalla futura consorte.
Molto più efficace il " sono deluso " del Principe.
Tagliente pure "il tiepido e disarmante" con il quale il Pile bolla la possibile alternativa.
Personalmente non vorrei essere zavorra che frenasse la gita. Se potrò salire bene: in caso contrario, divertitevi!
Capisco che mediare date sia naturale, ma in caso di stallo occorre piglio deciso.  E perchè rinunciare al programma?
Può darsi che con salti mortali carpiati e avvitati si possa trovare una serata o giorno con presenza massiccia  diversamente organizzata: ma non penso che la ricerca di unità sia fondamentale per il nostro gruppo.
Si può  essere uniti pure divisi.
Alla faccia degli assenti domani mi papperò un bel pizzotto!
Di meglio c' è solo una trombata.
A proposito: dalle persiane fronte lato della vicina spuntano i bagliori delle candele.
Ciulla!
O arde solo la citronella antizanzare??

mister

E' bastata una curva della rotonda per farmi venire su le acciughe posate sulla pizza.
Va be', guidava Umbe... seppur rallentato dalla presenza a bordo di donna con frutto.
Vedo male  eventuale presenza sul camper...
Che vedo bene sono  nuovi bagliori che spuntano dalle persiane della vicina.
Chiamo i pompieri?
Almeno ravvivo Zappello: chissa che folla spunterebbe in strada.
Tra l' altro devo pure pitturare il cancello esterno: già mi viene l' orticaria a pensare alle battute dei passanti. Se  faranno pure critiche sulla  inesperta tecnica rischiano di beccarsi una schizzata di verde.
L' altro giorno stavo strappando un pò di erba nel cortiletto, ed è passato un tipo che mi ha suggerito di spargere sale.
Gli ho gentilmente fatto notare che possedendo un cane sarebbe stata operazione azzardata.
Ma tutto sommato mi trovo bene in questo piccolo paese: quando ho bisogno di una lunga scala a pioli trovo facilmente chi me la presta. Naturalmente per utilizzarla a cambiar la lampadina dell' ingresso.
Se la utilizzassi per sbirciare la finestra in cui ardono candele  troverei più difficoltà a reperirla.

Partente per Gallarate vi rimando a domenica sera.
Buon fine settimana a tutti.

mister

Come al solito la bella accoppiata della mia faccia sulla mia auto ha causato l' ennesima paletta di stop da parte della Polizia. Due Pantere, quattro agenti.
Mi hanno chiesto patente e libretto: solo dopo  lunghe verifiche al computer mi hanno lasciato andare. Ma ero tranquillo: non avevo il cadavere della moglie nel baule. Era accanto a me - viva- ma stavolta il suo viso non ha garantito il passaggio indenne.
Be', hanno chiesto anche a lei la carta d' identità.
Pensavano fossi un cliente di lucciole?
Comunque l' unica nervosa era Mila: difficile zittire l' abbaio. Fortuna viaggia in gabbia.
A lei nessuna richiesta di libretto canino. In ogni caso è in regola con chip e vaccinazioni.
Non in regola con il codice stradale un anziano che al cantiere del sovrapasso Girandola ha sbagliato strada e me lo sono trovato dinnanzi contromano sullo svincolo!
Fortuna che andavo piano e sono riuscito a schivarlo. Dalla sua faccia sbalordita e preoccupata ho capito che si era reso conto della minchiata fatta. Ma c'è da capirlo: non è che la situazione fosse ben segnalata. Occorre stare molto all' erta in queste deviazioni caotiche.
Massima cautela anche agli incroci di stradine sterrate dove si piazzano le prostitute: c' è gente che fa manovre al limite della decenza. Come mettere metà del muso fuori dallo stop - e spesso son macchinoni - o fare temerarie inversioni a u dopo aver depositato l' operatrice.
Odio viaggiare in auto: temo i pericoli, o la babele del traffico sostenuto. Venti minuti di coda al casello mi fanno diventare paonazzo. Se mi fossi trovato nell' imbuto di Mestre congestionato dai trenta km di fila avreste sentito mie notizie al telegiornale.
Avete presente il giorno di ordinaria follia nel film di Michael Douglas?

Con quella fuoriserie di automobile che guidi, ti avranno scambiato per un extracomunitario.
Foto dei soci per il calendario ultimate.
Finalmente anche per i soliti ritardatari sono riuscito a far lampeggiare la mia digitale per completare il servizio fotografico.
Ora il calendario è in elaborazione: novembre è sempre più vicino.
Anch'io questa notte ore 3,00 ho avuto problemi al sovrapasso della Girandola, l'ho percorso due volte consecutive prima di immettermi sulla nuova deviazione per Milano.
Fortuna che non c'era nemmeno l'ombra di una macchina in giro a quell'ora.
Vi posso garantire, data l'ora, che ero solo un po assonnato, avevo dormito solo 3 ore.

mister

Il Gerets ha ben donde per lamentarsi: il lavoro  sulla Paullese è davvero duro. Non si spiega diversamente la sua presenza notturna. E con lo sfintere infiammato è difficile concentrarsi alla guida.
Del resto le casse del briscolone languono: bisogna darsi da fare per rimpinzarle.
Le celebrazioni del ventennale saranno pure belle, tuttavia costano.
Visto i tempi di recessione il nostro presidente avrà fatto anche un sondaggio alle sue amiche e colleghe di strada: l' idea era di procurare al Mendy - per la gita in camper - una escort di classe, ma visto i prezzi bisognerà intingere al discount.
Più economiche le nigeriane rispetto alle rumene e moldave, ma l' etnia africana non è per nulla inferiore, anzi: con quei labbroni carnosi che si ritrovano farebbero schizzare all' ingegnere gli occhi fuori dalle orbite. E non solo.
D' accordo, un pippotto con ragazza di strada è poco radical chic, e sinceramente per l' addio al celibato si era favoleggiato oltre.
Ma dopo l' ultimatum del 31 luglio, e le incertezze derivanti, l' organizzazione non ha più dispensato luce.

mister

Caro Presidente, se fossimo tutti pensionati e con i figli fuori  casa, forse avrebbe meno da lamentarsi di soci che faticano a dare reale supporto alle iniziative Briscoloniane.
Io stesso probabilmente avrei meno da borbottare per un blog poco interagente.
Rifuggo all' inesorabile declino.
Come supervisore del calendario ho seguito l' evolversi della situazione, e concordo sul fatto che non è stato semplice mettere insieme tutti i pezzi. Ma visto il bozzetto, penso  sia valsa la pena.
Una volta stampato emergeranno eventuali difetti, o si capirà che poteva essere fatto meglio, ma sinceramente le cose perfette non sono mai state il nostro ideale.
Ma lo spirito che abbiamo creato è davvero qualcosa di speciale.
Per cui vanno ringraziati tutti i ragazzi per il brillante apporto dato, ma giusta e doverosa qualche tiratina d' orecchie.
Naturalmente  i modelli, i creativi, i desaigner,  gli operatori fotografici del gruppo, riconoscono il suo grande apporto per la realizzazione dell' opera.
E ancora molto ha da fare!

mister

Non penso che il barbuto viados Gerets abbia raccattato molti euro nella sua performance notturna sulla Paullese.
Per cui bisognerà ingegnare altri sistemi di raccolta fondi pro celebrazioni.
Escluderei le lotterie del Principe, sopratutto da quando è in società col Presidente.
L' ultima volta ci hanno rifilato paccottaglia tale che manco l' accettano alla discarica.
E sinceramente sono stufo di vincere (?) l' ennesimo cappellino della Fiamm.
Ben accetti suggerimenti e iniziative.
Per quanto riguarda l' operatrice che soddisferà il Mendy nell' eventuale gita in camper, propongo che sia sovvenzionata da tutti, e non solo dai partecipanti. Questo per innalzare budget, e di conseguenza, livello.
Ma quelle di alto bordo li fanno i pompini??

Più che raccattare fondi la scorsa notte, ne ho spesi per fare il pieno di benzina nel sembatoio della mia macchina, la meta era Malpensa in compagnia di tutta la famiglia.
Stesso percorso da ripetere tra due settimane.
Meglio veramente escogitare qualche altro metodo per rimpinguare le casse del Briscolone.
Naturalmente la partecipazione dei soci deve essere al completo.

mister

In vita mia non ho mai fatto il pieno alla macchina.
E francamente è un esagerazione per raggiungere Malpensa.
Certo che il Presidente è noioso: anzichè lasciare la vicenda nel torbido si affretta a pennellare il quadro con situazioni da Mulino bianco.

Pensando alle famigliole immagino Beppe spegnere le quarantacinque candeline sulla torta aiutato da bimbette e mogliettina. Spegnimento classico.
Il nostro socio non è tipo da tentare lo smorzamento utilizzando scoregge.
Domani mi sveglierei più ilare leggendo sulla Provincia e televideo nazionale di un incendio scoppiato per l' imprudenza di un papà : " Tenta di far divertire le figlie ma esplode la casa: salvi per miracolo ".

Ma come disse un saggio " Non smettiamo di giocare  perchè diventiamo vecchi, ma diventiamo vecchi perchè smettiamo di giocare. "

W il Briscolone, viva le braghe corte.

FERIE!
Finalmente tre settimane abbondanti per poter giocare un pò.

mister

Visto il risultato penso che Paol abbia giocato troppo nei mesi precedenti...

mister

Che il blog rappresenti un esperienza significativa lo rivela un sogno fatto stanotte: tornavo dal lavoro con il Ciao parabrezzato, e in via Indipendenza ho incontrato i pedone Bela Paol.
Mi ha chiesto un passaggio, esprimendo il desiderio di guidare lui.
In due sul sellino è partito come una scheggia, perennemente in sorpasso sulle file di auto: una velocità elevata, molto più rapida di quella reale.
Mi tenevo aggrappato in qualche maniera al portapacco, un po' divertito, un po' spaventato.
Pure il compagno pareva divertirsi, e a tutta birra abbiamo attraversato via Capuccini, con persone a lato della strada che osservavano perplesse e sbigottite.
Giunti a destinazione gli ho detto: " stasera lo scrivo sul blog! "
Ed eccomi a raccontare.

Purtroppo, come espresso alla nausea, questa passione non è condivisa.

Grazie per il passaggio!
Per la verità non ho mai avuto molto a che fare con mezzi motorizzati a due ruote se non in gioventù quando, non ancora patentato, ho sfruttato un Califfone per fare la spola casa-lavoro e viceversa. Correva l'anno millenovecentoottantacinque; precisamente il venti gennaio e, come ricorderete, era l'anno dei settanta centimetri di neve e dei meno quindici da affrontare la mattina alle cinqueetrenta. Senza parabrezza. Non ne ho mai avuto uno.
Ma una domanda Mister: adesso che la Canalis si é accasata non trovi nessun'altra da sognare che non sia meglio del sottoscritto???
Va beh che i gusti non si discutono però...
Ora vi lascio, le valigie ancora vuote mi attendono e la partenza si avvicina.

mister

Nell' anno della grande nevicata possedevo un Motobecane... e sfidavo il gelo mattutino della  casa - lavoro proteggendomi col parabriss.
Nei giorni sucessivi la coltre bianca dovetti recarmi per una commissione in comune, e utilizzai il mezzo a motore. Entrato nell' arco del Torrazzo svoltai a destra, ma fui tradito dal ghiaccio neve: che stesa!
Era pieno di giovani studenti, e non vi dico le risate.
Che figuraccia!
Oltre il motorino poco aggraziato, pure il volo.
Tutt' altro effetto il Clooney con l' Harley e il caschetto a scodella: e si ritrova le tette della Canalis premute sulla schiena.
Prima Vieri, poi lo stallone Reginaldo, ora l' attore...
ma cos' è che mi manca ?
Nemmeno nei sogni viene a trovarmi.
Comunque tranquillo Paol: sul Ciao mi reggevo al porta-pacco... e non al pacco senza porta!

Durante i giorni della grande nevicata dell'anno 1985, crollò parte del tetto dell'officina della Welko e con grande gioia, ferie forzate per tre giorni a tutti.
Possedevo pure io il motorino cugino del ciao: un Peugeot, ma stava ben coperto sotto una tettoia del cortile dove abitavo in via Griffini.
La macchina parcheggiata in stada, era pure lei ben coperta, ma dalla neve.
Il mio mezzo di trasporto per il lavoro era la macchina, che condividevo con altri tre colleghi di Crema, che fortunatamente aveva il riscaldamento funzionente.
Ma la Canalis, la marmotta ce l'avrà girata per trverso?
Buone vacanze al socio Bèla Paol: occhio alle bionde che stai per diventare babbo.
Chissa la vacanza di Umbe come sarà con le nuove amiche.
Non dovremo organizzare i festeggiamenti di un'altro matrimonio a breve?
  

mister

Perchè, stiamo organizzando festeggiamenti per un matrimonio?
Se il Mendy fosse più brillante forse verrebbe voglia, ma il ragazzo degli ultimi tempi è fiacco.
Avete presente quando siete invitati a sposalizi di colleghi o cugini di grado lungo di cui vi frega poco o niente?
Sbuffi di noia e costrizione.  E  voglia di partecipare vicina allo zero.
Solo i ciechi non si potrebbero accorgere che l' ingegnere si sta spegnendo poco alla volta.
Le stigmate briscoloniane stanno lentamente sparendo, e la luce dei suoi occhi è sempre più pallida. Lasciamo perdere le poche volte che l' ho visto in compagnia della sua bella: un uomo felice ma smorzato. Un uomo che arriva più tardi e va via prima. Un uomo buono per incontri tra coppiette. Un uomo buono per andare in gelateria.
Un uomo privo di futuro briscoloniano: facile pronosticare un' irreversibile e lenta sparizione.
Per tornare poi dopo un decennio con il revival dei ricordi.
Perchè dovrei essere felice e stimolato a partecipare ad un evento che suffragherà il suo declino?
Le persone che s' innamorano e poi scaricano i vecchi amici sono le peggiori.
Vero, magari danno contentini. Ma sono un ragazzo sensibile: so distinguere le cose fatte per dovere e quelle eseguite con piacere. Non sono soggetto ingannabile.
E non mi lascio fuorviare da tre giorni in camper: tre giorni da leone e tutti gli altri da merdone.

mister

Ultimamente i commenti del presidente sembrano emotivamente partecipati tanto quanto una moglie a scadenze periodiche la da via più per spirito doverosamente coniugale.
Manca la passione, la fantasia, l' innovazione.
Prende spunto dal commento precedente e ne ricalca la linea.
Guizzi? Sorprese? Novità?
Compitini da sei in pagella.
Mi aveva fatto ben sperare con l' editto del camper: ma tutto è rimasto fermo. Prosecuzione zero,
dibattito zero.
E si che gli spunti sarebbero tanti.
Come si può essere invogliati a consumare un prodotto così poco rappresentato?
I grandi risultati si ottengono quando lo spirito è mosso da forti motivazioni.
L' atto della trombata è solo quello finale: ma l' ambaradan immaginativo e di sensazioni che lo precede risulta ugualmente importante.
Se porti a cena una, e sai che dopo la marmotta sarà concessa, la bresaola col limone assume tutto un altro sapore.
E se lei, per frutta, ordina una banana ... difficile  stare nella pelle!
Qua neppure compaiono fichi secchi.

Purtroppo per me, la mancata adesione dei soci per la camperata a settembre è stata una grande delusione.
Solo 4 adesioni su 12 è come una scoreggia che finisce ancor prima di inziare.
Neppure la limitazione ad un camper ha fatto impennare le prenotazioni.
Per non parlare del resto, non solo vedo poco entusiasmo dal diretto interessato, ma anche da molti soci: sarà per l'arrivo delle ferie, sarà per il caldo, sarà per......... fatto sta che la voglia è un pò scarsa.
Devo comunque tranquillizzare lo sposo: sicuramente a nozze veniamo tutti e ci accerteremo che il Tigio sia presente per accendere le candele sull'altare, e Lurensì per aprire i portoni della chiesa.

mister

A me la composizione del camper sembra buona: Mendy, Gerets, Principe, Bep, Pile. Io punto di domanda. Le assenze significative sono Paol e Umbe. Alcuni soci non ci sono quasi mai, e quasi mai leggono il Blog. Defezioni da mettere in preventivo.
Con la mentalità dei dodici ( e il Marsià non si conta??) neppure saremmo andati dal Dentella.
Sinceramente il primo ad essere esitante pare il Presidente. Più che un mero conteggio di teste, trovo più appropiata la seconda parte del commento precedente, dove si percepisce un calo di tensione  generale.
Capita.

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