Briscolone Club

24. gennaio 2010 23:53
by pile
76 Commenti

Benvenuto Riccardo

24. gennaio 2010 23:53 by pile | 76 Commenti

Finalmente... l'attesa stava snervando anche i nervi saldissimi dei soci più solidi!!

Benvenuto tra noi piccolo, che la tua vita ti riservi quanto di meglio sia possibile e un augurio speciale ed un in bocca al lupo ai genitori.

Menzione speciale al socio Bela Paol. In questi casi i padri tendono ad essere un poco trascurati perchè vengono molto dopo il neonato e la mamma. Da buon Briscoloniano allora un abbraccio sincero e caloroso Paol, grande è la tua gioia e grande è la mia (magari mi sbilancio ma dico la nostra pensando a tutti gli altri soci).

Nuova vita al mondo.. nuova vita a tutti!

Commenti (76) -

Chi è nato? Chi è nato??
Si alzi!
Si alzi!
Chi è nato in Gennaio si alzi, si alzi
chi è nato in Gennaio
si alzi in piè!
E bevilo,
e bevilo
Bevilo tutto d' un fiàt!

Complimenti Paol.
Cento di questi giorni!
O no?

Naturalmente un saluto a tutti gli altri figli dei soci: chi prima,  chi dopo, hanno iniziato già da tempo a bere dal calice della vita.
Buon proseguimento di cammino!

Questo rappresenta il primo nato dell' era Blog: complice un papà condividente, e un attesa protratta più a lungo del previsto, ha trascinato tutti noi a vivere l' emozione di un momento particolarmente significativo.
Un' inebriante pagina di storia Briscoloniana.
Grazie a tutti, puerpera compresa.
Anche le mogli, ogni tanto,  servono a qualcosa.

P.S. ma il bimbo è buono, o sa di tappo??

Finalmente Riccardo ha sgombrato il campo.
Ancora qualche giorno per riassettare tribune e terreno da gioco,  poi la federazione potrà dare il via libera per l' agibilità dello stadio.
Forza Paol!
Speriamo il bimbo non disturbi sul più bello: il pianto disturba la concentrazione.
Sarà  hooligan, o tranquillo tifoso?

Povero Presidente: chissà cosa avrebbe dato per poter annunciare  con un  post di zecca la nuova nascita. Erano mesi che attendeva - impaziente - questo momento.
Per lui,  auguri e felicitazioni rappresentano la quintessenza del vivere sociale.
Invece ha il computer rotto.
Una S. Lucia con i doni chiusi in un armadio di vetro infrangibile.
Che delusione vederli e non poterli afferrare!
E il solerte Pile ha dovuto, e voluto ( brillantemente) tappare la falla.
Al Gerets non rimane che il pugno di mosche di quel  colpo partito in anticipo.
Nemmeno gli va bene con il totofetus: ha cannato adirittura il nome!
Ulteriore smacco sarebbe una mia vittoria in questo concorso: ho imbroccato esattamente nome e lunghezza; ho sbagliato di solo 100 grammi, e 4 ore, peso, e ora.
Ho sballato con il giorno ( chi no? ), ma visto le errate indicazioni mi rivolgerò all' ufficio indagini per invalidare questo settore.
Comunque i meccanismi di punteggio non sono noti.
Speriamo Paol non s' inventi contorsionismi per fare vincere ugualmente il nostro leader depresso.
D' accordo, avrà fatto auguri telefonici personali, ma che piacere c'è se il popolo non può ammirare questo dire?
E' come fare beneficenza: il gusto, per alcuni, è quello di farlo sapere in giro.

Altro nipotino per nonno Gerets...
auguri!
Oh oh oh !

beppe

Benvenuto a Riccardo Rocchi Lucini Bela Paol .... o più semplecemente come x i calciatori brasiliani... BELA RICKY

Un abbraccio alla famiglia Lucini

Beppe & co.

Tigio

Cavo Viccavdo,

benvenuto nella comunità pavvocchiale di San Lovenzo e San Fvancesco dei Sabbioni!!
In attesa di vedevti avvuolato tva chievichetti e confvatelli, le campane suonano a festa e la comunità espvime la pvopvia pavtecipazione con una pveghieva gioiosa!!

Chi volesse andave a tvovave la mamma in pvocessione è pvegato di rispettare il seguente ovdine:

- davanti le bambine ed i bambini (festanti e col vamoscello di ulivo);
- a seguive le donne;
- subito dietvo gli uomini;
- da ultimi gli amici del Bviscolone col pvosciutto cvudo ed il salame di bvaga (chi vuba una fetta è un bastavdo!).

Auguvi ai novelli genitovi!!
Alleluia!

Alleluja ragazzi!
Vi sò vicini in questi particolari momenti, tanto da sentire quasi la puzza delle vostre ascelle. Ma da discreto (concesso?) socio briscoloniano dico che è proprio quello che mi serve. Allora ricambio con un abbraccio corale a gomiti alti. Un grazie al socio Pile-quasi-parroco per essersi fatto portavoce del club; che la vostra (nostra) presenza sia modello e stile per il "nostro" Riccardo.

Stile Bastoni?
Mmm...
penso sarebbe messo in castigo.
Magari prenderà pirlaggine da szio Mendy: O ruggirà come i donelli del Curbà.
E se ricordasse nonno Gerets?
Magari sciuperà le femmine come il Principe.
Ma assomiglia di più al papà o alla mamma??

Comunque l' ho visto... il fiocco azzurro.
Che fioccone!
Extralarge.
Beneaugurante per un grande...
avvenire!

Stamattina ero all' Ipercoop, reparto giornali.
Sullo scaffale una rivista, " Parto felice ": ma non trattava di crociere.
Istintivamente l' ho afferrata, sfogliando qualche pagina, ma l' ho riposta quasi subito: guardando immagini, e scorrendo velocemente testi, venivo preso da fastidiosi sgrizzolini.
Mamma mia.
Fortuna sono nato uomo.
A parte che il pisello consente pisciate più agevoli...
l' idea che una crapa di notevole diametro esca da un apertura solitamente ricettiva di calibri decisamente minori è davvero poco attraente.
Roba da restare vergine tutta la vita per non rischiare nulla.
E se proprio desiderassi sfiancarmi con un travaglio, meglio attraversarlo leggendo un libro del Travaglio scrittore.
Maschio è meglio: basta solo seminare un pò (   operazione divertente! ), ed il più è fatto.
Il lavoro sporco tocca poi alla donna.
Al massimo ci tocca tenerle la mano mentre effettua l' ecografia, od uscire a tarda sera per comprare acciughe o cetrioli per soddisfare voglie diversamente abili. Abbiamo pure tempo per lanciare eventuali Totofetus; e compilare moduli all' ospedale nelle ore antecedenti lo sfornamento  pare operazione alla nostra portata.
Neppure bisogna essere dei Fellini per girare un filmino. E perchè impressionarsi se durante l' espulsione saraccasse come fosse posseduta dal demonio? In certi litigi succede di peggio.

L' unica cosa che invidio alle femmine è l' orgasmo: se ben sollecitate, lungo e multiplo.
Ma se poi ti tocca un Gerets di turno, che vantaggio c'è??

Dante

Benvenuto Riccardo
a te la gioia di dare una grande gioia ai tuoi genitori: alla mamma Cinzia che in ogni momento ti sara sempre vicino e al papà Belapaol che ti curerà e saprà farti crescere bravo e buono.
E da tutti e due sarai il più amato e ogni giorno questo amore crescerà e per sempre (a discapito di tutte le marachelle che combinerai).
Ciao Riccardo a presto
  

Dante

E finalmente è arrivato
RICCARDO TERZO.
RICCARDO PRIMO figlio di Daniele Pacchioni
RICCARDO SECONDO figlio di Cristina Doldi

Effettivamnete è venuto al mondo un nuovo RE ed il nome gli si addice.
Attento Gerets il tuo trono sta vacillando.
Ciao a tutti

Dante

Il 24 gennaio è proprio un giorno FAUSTO.
Alla mattina ho partecipato ad una gara di tiro con l'arco e sono arrivato secondo (i primi commenti potrebbero essere se eravamo due concorrenti ed invece stavolta posso dire che sono arrivato secondo su tre e mi sono portato a casa la medaglietta).
Attenzione che la gara di tiro con l'arco ègià stata calendarizzata e quindi non allenatevi solo per la maratonina.
Ciao e buon tiro (soprattutto al presidente)

Dante

Caro Riccardo
è arrivato il momento di RUGGIRE!!!
Cerca però di non assordare troppo la mamma Cinzia e il papà BELAPAOL.
Alhoa e avanti a tutta!!!

Tuut'altra cosa caro Mister, credimi.

Non ho consapevolezza dell' esser padre.
Ma non lo dico con rammarico: la mia mission è scrivere sul Blog.
Un figlio è un altro te.
Ha bisogno di cure, di attenzioni.
T ' invade la testa.
E occupa spazi.
Bisogna portarlo dal pediatra, all' asilo, a scuola, a catechismo, al corso di tennis.
A tennis voglio giocare io: devo risalire la classifica.
E che dolore se nascesse negro, o frocio, o ebreo.
O se facesse battutine alla Curbà.

D' accordo ragazzi, il mio stile non sarà impeccabile. E non è facile risultare simpatici avendo in dono la sindrome del Re Mida inverso ( trasformare in cacca tutto ciò che tocco).
E il lazzo ( o presunto tale) spesso rappresenta comoda forma di nascondimento: si naviga in superficie, nello spazio intermedio tra sè e gli altri. Si celano cose nelle increspature delle onde.
Ma credetemi, quando sul nostro Blog leggo frasi come " e da tutti e due sarai il più amato e ogni giorno questo amore crescerà e per sempre " io mi sento male, male davvero.
Ragazzi, se non volete parlare di merde, di cazzi, di vagine, cercate almeno di non essere così banalotti e impersonali con questo genere di frasi superinflazionate.
Ma nemmeno due dodicenni che si scambiano messaggini telefonici riuscirebbero a produrre ste fregnacce.
Fortuna che Riccardo non sa ancora leggere.
Diamo qualcosa di meglio alle nuove generazioni.

Dante

Caro Mister
proprio perchè dici che non sei padre non puoi capire che quelle fregnacce alla fine sono vere e più passa il tempo e più le senti.
Effettivamente possono essere viste come frasi smammaluccose e cosi via, ma alla fine sono VERE  e sono quelle che danno il sale alla vita.
Ora per Cinzia e Belapaol la vita è cambiata, il loro scopo od obbiettivo ha cambiato direzione, e ti dico che anche quello che pensavano riguardo ad una certa prospettiva verrà cambiato (tutto o in parte) perchè verrà visto filtrato da una lente che si chiama Riccardo.
Comportamenti che non avrebbero mai pensato di avere ora li avranno e in modo naturale senza pensarci troppo su.
Comunque un obbiettivo l'ho raggiunto:
FAR INORRIDIRE IL MISTER.
Ciao    

Dante

Per quanto riguarda la "cacca" ora Cinzia e Belapaol ne avranno da vendere.
A proposito: come "ruggisce" Riccardino?

Non abbiamo bisogno di consigli,
sappiamo sbagliare da soli!
Senza offesa.

Caro Dante,
di John  Wayne - attore di successo -   dicevano che sapeva recitare solo due espressioni : quella col cappello, e quella senza.
Non voglio mettere in discussione la vericidità di certe tue frasi,  ma personalmente apprezzo elaborazioni maggiormente ricche di sfumature.
Se desideri - attraverso crociate -  portare nel Briscolone  cose nuove, vedi almeno di trovare situazioni differenti dalle solite solfe della normale vita quotidiana: nessuno vuole mettere in discussione il bue e l' asinello, ma se nella capanna del Presepe metti il maiale, non è tutto più brioso? Non sarà a norma, ma induce a pensare ad una vita meno stampinata.
Comunque due Higlander sul Blog sono troppi caro Curbà: ne resterà uno solo!
Pazienza se questo scontro ideologico produrrà danni catastrofici all' auditel.
Ecco il primo fendente:
w la fica !
Poco articolato, ma efficace.

P.S. sicuro Paol di non volere consigli? Ho esperienza: ho fatto l' asilo nido al Montessori.
E guarda come sono cresciuto bene.
Se cambi idea sai dove puoi trovarmi.
Qui!

Senza offesa caro Paol, ma un consiglio lo voglio proprio dare: non far mangiare al bimbo le barbabietole.
Erano spesso nel menù dell' asilo: ne sono rimasto traumatizzato.
Ancora oggi, a distanza di oltre quarant' anni, ho la chiara percezione di quell' orrendo colore, dell' orribile gusto, del repellente odore.
Mamma mia.
Ed ho avuto pure gravi problemi con le donne: quando ero ragazzino, vidi per caso cambiare il pannolino a una bambina, e rimasi stupito dalla conformazione. Chiesi lumi al più esperto Pile, il quale mi disse che le femmine, al posto del pisello, avevano la barbabietola.
Fu tremendo saperlo.

Tra il primo figlio dei soci, e l' ultimo, c'è un gap di circa trent' anni.
Ma è solo la metà la relativa differenza d' età tra i padri.
Nella prima foto del comparto immagini c' è una mia foto: sto giocando a calcio, e avevo 16 anni. Mio papà, all' epoca, aveva la mia stessa età di adesso.
Fa un certo effetto pensarlo.

Dante

A questo punto se si deve lottare mi butto nella mischia e ricordando che Robin Hood oltre che a essere un bravo arciere non se la cavava male anche di spada (e io ne ho ben due) paro il tuo fendente e riattacco con:
"Alla sera, stanco torni a casa e i figli ti saltano addosso...subito la stanchezza passa... e capisci il senso della giornata"
E' una stoccata un pò più lunga della tua ma...
Alhoa

Vero Dante, ma queste cose sono esistenzialmente troppo grandi per stare in prima linea all' interno del nostro gruppo.
Il senso della vita Briscoloniano è tornare a casa stanchi dal lavoro e trovare una supergnocca in lingerie che ti salta addosso.
Da parte mia mi devo accontentare del cane.

Certo non deve essere un gran spettacolo trovarsi davanti Mila il lingerie...
Contento tu...
PS: Scusate l'assenza di ieri (spero la classifica web non ne abbia risentito) ma il primo giorno di Riccardo a casa comporta notevoli stravolgimenti in quanto ad abitudini e tempi, ma tutto ok. Dopo una notte tutto sommato "tranquilla" oggi giorno di permesso per godermi in pace l'evento e cominciare a rendermi conto dell'accaduto. Ne vale la pena!
Per chi non avesse ancora avuto modo di vedere il futuro socio pensavo di inserire una sua immagine nel Blog ma il mago dell'informatica mi dice che lo si può fare solo attraverso un nuovo post. Ci provo. Il post attivo rimane comunque questo.
E' ora di cena!

Che smacco!
Anzichè la Canalis in baby doll, sulla copertina viene pubblicata la foto di un infante. Mannaggia!
Il partito della famiglia avanza e guadagna consenso.
Peccato che non sono assolutamente in grado di piazzare immagini tra i commenti, altrimenti avrei prodotto una tremenda controffensiva. Magari ispirandomi al sommo maestro Tinto Brass.
Ma lo sapete che sta per girare un film tridimensionale? C' è già il titolo: " Chiavatar."

Comunque la mia connessione preistorica non mi ha  ancora consenito di scaricare il ritratto fotografico: proverò stanotte, quando la linea sarà più libera.
Sperèm.

Grande attesa per il rientro sul Blog del Presidente: riuscirà a leggere tutto
l' arretrato, o la testa gli andrà in frullo?

Ma giungono incredibili notizie: pare che l' assenza non sia determinata dalla rottura del computer ( specchio per le allodole), ma bensì da ragioni politiche.
Stanco per le continue diatribe, il nostro leader è intenzionato a fare chiarezza istituendo nuove regole, cambiando inoltre le finalità del gruppo. Si vocifera un cambio di nome: " Briscolone Club dell' Amicizia e dell' Amore per un Mondo migliore con tutte le Famiglie".
Per trovare ispirazione, in questi giorni è salito   sulle montagnette di Ombriano, dove sta incidendo - su di una lapide trafugata al cimitero - le nuove tavole della legge.
Grazie ad una fuga di notizie, asiamo riusciti ad ottenere un' anticipazione.
Eccola:
1) Io sono il Gerets, Presidente vostro, non avrete altro Presidente all' infuori di me.
2) Non nominare il nome del Presidente invano.
3) Ricordatevi di partecipare alle riunioni.
4) Onorate il Presidente e la first Lady.
5) Non bastonate.
6) Non scrivere sul Blog commenti impuri.
7) Non zagnare: solo il Presidente lo può fare.
8) Non dire bugie sul Presidente.
9) Non desiderare la carta di altri.
10) Non desiderare la pensione di altri.
10 bis)  Ama il Presidente tuo come te stesso.

Certo ragazzi che queste cose non mi suonano nuove: dove le avrò già sentite??

Non è tutto.
Pare che prima di salire sulle montagnette il Presidente sia andato a casa di Paol per chiedere in comodato gratuito il neonato, affinchè potesse sacrificarlo con un rito tribale: desiderava ingraziarsi il cielo affinchè fosse favorita l' ispirazione.
Netto e sdegnato rifiuto del neopapà. Altro destino per il bimbo: il nostro socio cuoco è intenzionato a cucinarlo.
Ambisce offrirlo  in pietanza ai soci in una cena di prossima organizzazione, utilizzando per la cottura un antica ricetta di mia nonna comunista.
Leggerissimamente contraria la moglie.
Dopo tutta la fatica per sfornarlo, non intende rimetterlo dentro  uno scaldavivande.
Timidamente suggerisce un ' alternativa: infilarmi in un girarrosto ( è una signora, non specifica da dove) e rosolarmi a fuoco lento come uno  spiedone.
Ma giustamente Paol fa osservare che la carne di un vecchio asino è dura e stopposa, mentre quella di un infante è morbida e delicata, con un delizioso retrogusto di latte.
Essendo ancora in corso le trattative coniugali - e per non deludere il Presidente  - gli è stato offerto come dono sacrificale un merlo canterino ivi presente nella voliera posta in giardino.
Ritenuta la proposta insufficiente, il nostro leader si è allontanato pensieroso.
Successivamente è stato individuato aggirarsi in maniera sospetta un paio d' isolati più avanti: reggeva un sacchetto di juta, e un testimone oculare giura che qualcosa si muovesse freneticamente all' interno. Forse da collegarsi con la scomparsa di un tale Fufi, professione gatto in una casa vicina.
Una povera vecchietta ancora lo sta cercando.

E' stata una faticaccia, ma sono riuscito a scaricare la foto!
Secondo me, più che al papà o alla mamma, il piccino assomiglia al Fante di Bastoni.
E sta meditando sugli eventuali introiti dei diritti fotografici.

Umbe, se facciamo 10 euro per ogni computer connesso tra questo sabato e domenica, quanto fa?
Rimango della mia idea: se mettiamo la Canalis in guepière e perizoma non c'è storia: facciamo più auditel.

Ragazzi, sono ancora attivi tre post: " Ciaspoliamo" , " Benvenuto Riccardo"
" Riccardo ".
Povero Presidente!
Rinuncerà a tastare il polso del suo popolo, accodandosi  semplicemente all' ultimo commento cronologico, o tenterà a farsi venire il mal di testa leggendo l' arretrato?
Almeno avrà la scusa di evitare - per non fare brutte figure - i doveri coniugali.
Alùra Gerets, torni, o no??
Cosa ti sei perso!

Strade sgombre: posso andare in trasferta.
Non lasciate il Blog vuoto!

mendy

Indiscrezioni.
Il sacco di juta nelle mani del Presidente pare gli sia stato consegnato in un abboccamento svoltosi in zona isolata da un ometto di mezza età, con la barba e la tosse. L'uomo reggeva coca cola e patatine e vaneggiava della scoperta di un metodo per rimanere amici.
Si è poi allontanato in biicletta da luogo della consegna del sacco di juta.
Sua sorella sta cercando il cane.

Ho fatto un po' di casino...
Il link del commento precedente riporta a un documento dove potete vedere gli accessi al blog nel mese di gennaio.
La tensione che saliva è certificata!

paol

Un bentornato al presidente.
Ma se avete notato ha atteso che il suo antagonista se ne partisse per il nord per rifarsi vivo...
Conflitto di interessi o...lontano dagli occhi lontano dal cuore?
ps: Riccardo mi ha appena scoreggiato in mano!

Almeno era brezza umana caro Paol.
Alcune volte mi scompiglia i capelli quella animale: Mila distesa  accanto sul divano.

E tu lo chiami ritorno quello del Presidente?
Un commentino di circostanza con immancabile leccata?
Definirlo  mio antagonista mi offende: solitamente i veri avversari antagonano.  Costringono a dare il meglio,  inducono a crescere.
Borg e Mc Enroe, Agassi e Sampras, Federer e Nadal.
Che sfide, che spettacolo! Colpo su colpo.
Il Gerets invece balbetta all' angolo come un pugile suonato.
Pieno di lividi attende le cure di anime buone che mentre gli passano pezzuole bagnate sulla fronte mi guardano sdegnate: " Cattivone! " dicono.
E lui si compiace.
Lui è snob, Lui è superiore: non si lascia trascinare nel teatrino.
Più è vittima, più guadagna consenso.
Anche questa è una tattica.

Pare che oggi sia andato al Tc Crema per il solito doppietto della Domenica dei pensionati.
Era pieno di graffi sul viso e sulle braccia.
Per giustificarsi ha riferito di una nottata rovente sul talamo nuziale...
ma nella stessa notte il gatto Fufi  - per la gioia della padrona - è ritornato a casa sano e salvo.
Narrano le cronache che avesse lembi di pelle attaccati alle unghie, e dei peli di presunta barba infilati nei denti.
Nessunissima notizia del cane della sorella del Marsià.

Ottima collaborazione Umbe: è una bella idea creare link informativi.
Almeno quei dati sono precisi, mentre le indicizzazioni sui motori di ricerca sono da prendere con le molle. Molti zagnano per guadagnare i primi posti. E alcuni meccanismi non sono chiari.
Per esempio su Google di Firefox - digitando "Briscolone" - siamo in prima pagina ( quinta posizione), mentre su Google " normale " siamo nella seconda di pagina, ma proprio in cima.
E che questi motori non siano intelligentissimi lo conferma un fatto: cliccando sul collegamento
  " voci simili ", accanto al risultato del nostro sito, compaiono tre pagine alternative.
Possiamo capire i rimandi al calciatore " Eric Gerets"...
ma una  è quasi occupata interamente da rimandi a " pile ". Ma non Pile ( lettera maiuscola) nostro socio, ma bensì "pile" in quanto batterie!
Fantastico.
Certo potrebbe succedere il contrario: che un tale che cercasse le Duracel fosse indirizzato al nostro sito! E sinceramente non sappiamo se nell' intimità questo sia il sopranome guadagnato dal nostro cassiere.
Effettivamente molti contatti sono casuali: tuttavia, oltre a noi , qualche computer probabilmente si collega volontariamente.

Umbe, e se fossero gnocche libere?
O trattasi  emissari spie di Radio Quartiere??

Oggi pomeriggio, passando dalla discarica, ho notato il computer del Gerets che attendeva fuori dal cancello.
Sembrava depresso.
Gli ho chiesto  ragioni di tale presenza: mi ha riferito che aveva appena subito un operazione, ma non era perfettamente riuscita. Allora è stato riportato in clinica per nuovi controlli.
Ma ormai ha perso la voglia di vivere: si sente vecchio, e il nostro Presidente non fa nulla per sollevagli il morale. Lo utilizza solo per guardare le previsioni del tempo, per scrivere ricette, o per scrivere commenti poco divertenti.
Vorrebbe fica; e brio.
Così è fuggito per morire in pace.
Mosso a compassione, ho cercato di fagli cambiare idea: ciurlando la realtà, ho espresso la convinzione che il Gerets è intenzionato a spaccarmi il culo, e a furia di narrare della Canalis in lingerie, gli ho smosso ormoni.
Rincuorato, è tornato sui passi precedenti: è in mano a specialisti, e sulle sorti, nessuno può dire.

Lunedì 1° Febbraio 2010, ore 5.40: che freddo!
Era talmente boia che al Ciao si sono incollate le leve dei freni ( è parcheggiato all' esterno).
Purtroppo me ne sono accorto solo al primo incrocio: ho fatto un dritto pauroso!
Per fortuna che in quel momento nessuno transitava.
Sono riuscito a sbloccarne solo una, e seppur a velocità ridotta, sono arrivato ugualmente a timbrare in orario.
L' altra si è smollata con il disgelo della tarda mattinata.
Domani sarà meglio controllare...

Non ho visto nascere Mila: ho acquistato il prodotto finito, e mi hanno dato pure la garanzia. Quel giorno, nelle intenzioni, era solo visita informativa all' allevamento, ma poi i fatti hanno preso piega differente.
Siamo entrati in un capannone  pieno di box di vetro, ed è proprio il caso di dirlo, gli animali hanno iniziato a fare cagnara bestiale. Abbiamo visitato i vari scomparti, e nel frattempo, scambiavamo impressioni. Ad un certo momento ne hanno aperto uno per fare  pulizie, e i residenti hanno iniziato a scorazzare per i corridoi. Una di loro - uno scricciolo piccolissimo - si è aggrappata alle gambe di mia moglie, e saltellando sulle zampe posteriori, cercava di arrampicarsi. Allora  l' ha issata in braccio stringendola a sè, per la felicità di quel topo che agitava il codino e faceva linguetta.
La consorte ha rivolto lo sguardo verso di me, e lo ha fatto con quella luce emotiva che molti mariti conoscono: un misto tra un tenerissimo " amoreee... me la compri... ti prego...", e un perentorio
" se non me la prendi ti ammazzo! "
Succede lo stesso davanti a una vetrina dove vengono esposte borse o scarpe.
Ero all' angolo.
Ho chiesto il prezzo: il doppio del budget stanziato, e non era indifferente. Mi è venuto un coccolone!
Al canile li danno via gratis.

Una volta portata  a casa, c' era da riorganizzare un modus vivendi consolidato.
E l' esperienza ce la siamo fatta sul campo.
L' abbiamo rilasciata in cucina, e con fare curioso e frenetico, Mila ispezionava il nuovo territorio: la osservavamo felici.  E si commentava . Era tutto un " guarda cosa fa lì, guarda cosa fa là ".
Nuove emozioni.
Poi ad un certo punto ha cagato sul pavimento una bella striscia di roba liquida: la poesia di quei momenti se ne è andata tutta a puttane.
Fortuna che l' educazione ai giusti bisogni l' ha imparata relativamente presto. L' abbiamo indotta a prodursi in un determinato punto attrezzato: quando si comportava correttamente, la si premiava con coccole e biscottino. Così associava.
Ma la bastardina ( nel senso cattivo del termine: in realtà è di razza Pincher), una volta mangiata la foglia , faceva le finte: piantava solo una goccia di pipì , e poi veniva a reclamare il premio.
Dopo un mesetto gli è pure venuta la tosse: eravamo molto preoccupati. Se l' avesse trovata il Marsià chissà che fine gli avrebbe fatto fare. Non osavamo immaginare.
Eravamo così ansiosi che l' abbiamo portata  a fare le lastre in uno studio medico per cani.
Nulla di grave: ci hanno consigliato di farle bere uno sciroppo di uso comune.
Il buffo è che quando sono andato in farmacia, la giovane , e carina commessa , mi ha chiesto se era per un bambino o per un adulto. Con fare serio e compassato gli ho detto: "  E' per un cane! "
Che figura di palta.

Dante

L'importante comunque è credere in quello che si fa!!! In quel momento Mister tu ti stavi dando da fare per riportare in salute la piccola Mila (e che rapprsenta delle emozioni che hai vissuto in famiglia).
Pensa a noi genitori ciò che dobbiamo passare (e le figure di palta sono all'ordine del giorno) per i nostri figli!!! Dal chiedere gadget alle persone che conosci e che sapendo l'attività che fai non hanno il coraggio di offrirtelo e tu allora lo vai ad elemosinare e per di più ne devi chiedere due (due figli)... ma si fa, per i figli si fa tutto e non importa se ci si vorrebbe sprofondare dalla vergogna... o a chiedee e fare le domande più insulse alle persone sconosciute perchè i nostri figli vogliono  sapere qulcosa.
O a far fare la pipì nei posti più insensati e anche se mostri che a far la pipì è il figlio capisci che la persona che ti guarda lo fa con disprezzo intuendo chiaramete il suo pensiero:"ma proprio li deve far fare la pipì al figlio?"
Quindi Mister non preoccuparti per la giovane farmacista ma ricorda solo la sua disponibilità e il suo sorriso.
Buonanotte  

Della giovane farmacista preferisco ricordare qualcosa d' altro...

Caro Curbà,
quando scappa, scappa.
Qualcuno di noi ricorderà un compagno di vacanza ( non è un socio), che, spinto da bisogno impellente, pisciò sul muro di una casa nel pieno centro storico di Aquila. Lo fece ad un metro dalla porta d' ingresso: se fosse uscito qualcuno sarebbe ancora in galera.
O a cantare in un coro come voce bianca.
Comunque, come già espresso, uno dei vantaggi dell' essere uomo è quello di scaricare acqua attraverso l' idrante. Posizione comoda, dignitosa: a volte statuaria.
Un gruppo di amici che piscia in compagnia - allineati sulle rive di un fosso - rappresenta sublime immagine iconografica. Non si può dire altrettanto di un insieme di donne accovacciate.

Da ragazzini è pure divertente farla: i terreni del Pilastrello, o le scampagnate di pesca, regalavano un sacco di occasioni: c' era sempre d' allagare un formicaio,  fare la doccia ad una lucertola,  centrare un ape posata su di un fiore.
Con un pò di fantasia si potevano tracciare disegni sul terreno, o creare giochi di acqua mulinando  il pisello a zig zag; ottimi gli alberi per stabilire record di pisciata in alto.
E prima della scoperta delle pippe, cosa c' era meglio di farla dopo averla trattenuta a lungo?
Un piacere che rimane pure d' adulti. Più castranti le performance in bagno: sgocciolarlo male, o schizzare, causa solitamente rimbrotti coniugali.
Per ultimo, come non citare la disavventura dell' ultima camperata?

Sfoggiano virilità i maschi che portano a passeggio cani dal fiero aspetto: solitamente animali massicci e grintosi.
Probabilmente non faccio lo stesso effetto tenendo al guinzaglio il botolino Mila.
Ad una bella figura non mi dispongo nemmeno quando decide di cagare: in quel momento spero sempre che non passi nessuno. Non è semplice mantenere un atteggiamento decoroso sotto lo sguardo dei passanti.  E seppur atto civile, nemmeno è indice di raffinatezza raccattarla.
Fortuna son piccoli stronzini.

Nessuna nuova.
Spengo e vado a dormire.
E come al solito, passerò a rimboccare la copertina a Mila.
Buonanotte ragazzi.

Settimana scorsa sono andato in tabaccheria per  pagare il canone tv, i bolli dei motorini, il bollo della macchina
Umore? Nero!
Dopo aver inserito i dati dell' automobile nel terminale, la commessa ha guardato perplessa il risultato: solo trenta euro di pagamento anzichè il solito salasso.
Come mai?
Be', la vettura è stata declasssificata in " ultraventennale", per cui è prevista la riduzione della tassa. Un' auto d' epoca!
Epoca briscoloniana.
Ma lo sapete che è stata immatricolata per la prima volta nel 1989, ovvero l' anno della nostra fondazione?
Certo non sta benissimo: a parte le infiltrazioni d' acqua...
ma tutto sommato cammina. D' accordo, se entrassi in Milano durante il blocco del traffico probabilmente mi arresterebbero per inquinamento aggravato, tuttavia sono in regola con le revisioni. Ad Aprile ho la prossima: speriamo di passare indenne.
Posso contare sulla batteria nuova e della benevolenza dello scarico.
La vecchia, di batteria, mi ha piantato in asso una quindicina di giorni fa: mentre in pieno centro di Zappello cercavo affannosamente di metterla in moto a spinta, è transitato un compaesano, che molti di voi ricorderanno come il sosia di " Paparott". Anni fa bazzicava ai Sabbioni.
Già non mi sta simpaticissimo, già ero incazzato per le mie, e quando con voce grassa e grossa mi ha urlato " ui, te , le gnamò ura da cambiala?" non ci ho visto più: in malomodo,  alzando la voce, gli ho risposto: " Me li dai te i soldi per comprarla?? " Rimasto basito, se ne è andato borbottando.
Anche le vetture hanno un' anima: ad alcune ci si affeziona, ad altre no.
La rottamo solo per un semplice problema di avviamento?
Capita anche alle più giovani.
Come capita per le più recenti di essere costretti a chiamare il carro attrezzi.
Se capitasse a me direbbero tutti in coro:" ecco, te l' avevo detto! "

E dopo vent' anni, com'è la salute del Briscolone Club?
Difficilmente riusciremo a ripetere i fasti del 2009, e il nuovo periodo è ricco
d' incognite.
Visto il nuovo trend, mi chiedo se sarà necessario trasformare la nostra vettura da sportiva a famigliare...
o se sarà sufficiente pulire candele e rabboccare olio per mantenere giusto assetto e rendimento.
Anche per il Blog, pare esaurita la spinta Riccardo ( spingerà in altro senso...): è uno di quei periodi in cui queste pagine, più che del Briscolone, si trasformano in mie personali.
Oltre allo spirito di amicizia che ci lega, da parte mia ho il vantaggio del piacere di scrivere in sè, e del tempo libero che mi ritrovo.
Mila mi ha rotto le palle fino adesso per ricevere l' abituale biscottino  della sera  : una volta ottenuto, si è placata.
Mia moglie guarda  la televisione, ed è placida per conto suo: nessunissima intenzione di farmi pressioni per ottenere il biscotto.
Andrò a letto a leggere: mi attende il nuovissimo numero de " Il tennis italiano."
Per sognare rovesci liftati  e stop volley.
E le supergnocche che solitamente accompagnano i tennisti professionisti.

paol

Sogna Mister, sogna anche per chi la notte si trova alle prese con pannolini e poppate.
Viva le ventenni.

beppe

...chi è nato chi è nato si alzi si alzi chi è nato chi è nato si alzi in pie' ...

e bevilo bevilo bevilo, il moscatello, bevilo bevilo bevilo
e bevilo bevilo bevilo tutto d'un fia'
vero Umbe?!!!!!
Auguri da Beppe e tribù
p.s. ti hanno regalato delle ciaspole nuove?

Dante

Umbe ... mi sono perso qualcosa... allora mi aggrego agli auguri di Beppe.
La ciaspolata proprio non si doveva fare, con la neve che è caduta e poi da parte mia (propositore della ciaspolata famigliare) avevo Antonio anche ammalato e quando un bambino è ammalato la famiglia è bloccata.
Complimenti per le foto.

Dante

Un nuovo termine è entrato nel nostro gergo:
CALENDARIZZARE.
Molto attraente e direi professionale dove oggi tutto viene deciso, datato e calendarizzato a tavolino....ma c'è un ma: il piccolo imprevisto, un impegno più importante, quelle quattro linee di febbre, una bella tosa da andare a trovare e soprattutto i figli.
Quindi BelaPaol benvenuto nel gruppo dei PSEUDO CALENDARIZZATI in quanto i propositi e le date sono ben fissati e presenti ma poi ... i nostri figlioletti ci mettono lo zampino.

Dante

Mister se vuoi mia moglie ti può far compagnia in quanto guidando una Punto del 1994 frà un pò seguirà le tue orme e potrà dire di guidare un'auto d'epoca.
Giovanni Righini con la Turbinosa è irraggiungibile (in fatto di anzianità della vettura).
Ritornando a mia moglie proprio i giorni scorsi gli si è fermata l'auto in mezzo alla rotonda del Pergoletto in pieno caos mattutino.
Anche in questo caso la batteria era la colpevole del misfatto.
Io ero a Colico alle prese con una perizia su un impianto termico e l'unica cosa che ho potuto fare è stato mandare i ragazzi dell'ufficio ad aiutare a spingere via la macchina dall'incrocio.
A presto.  

Dante

Come mai scrivo a quest'ora: sono malato e ho rischiato una seconda Waterloo con i miei diverticoli.

Si, la calendarizzazione briscoloniana è attraente:  professionale proprio no.
Il neosocio Gigi, abituato all' ordine teutonico del Moto Club, ci guardava come fossimo pazzi.
Lo siamo?
Poi arriva un padre di famiglia che narra di bambini malati, e anzichè ipotizzare di portarli ugualmente a ciaspolare con quattro linee di febbre,  teorizza differenti scelte prioritarie.
Abile e arruolato alla normalità.
Ma non è che le nuove generazioni cresceranno poco temprate?
D' accordo, si avranno meno ricoveri per broncopolmonite, ma probabilmente  usciranno molte mezze calzette in più. Gli va bene perchè oggigiorno la medicina è molto avanzata, e i germi del bagno vengono sterminati da ogni genere di pseudo disinfettante
Ai miei tempi cagavo in un putrido cesso pieno di mosche, nemmeno tradizionali: erano quelle dalla calotta verde, le cosìdette " mosche della merda". E quando avevo mal di gola mia madre mi dava un medicinale molto in voga allora, il  "Formitrol", diversi anni fa bandito dalle farmacie perchè cancerogeno. E quanti della nostra generazione sono scampati a dosi massicce di Vic Vaporub spalmato sul petto? La ricetta di allora avrebbe sbloccato pure marmitte intasate.
Cambiano i tempi.
E pure Mila mangia crocchette dietetiche e vitaminizzate.
Mica la sbobba per cani di una volta.

Caro Dante, se vuoi mandarmi tua moglie a farmi compagnia fallo pure: tanto sei alle prese con i diverticoli.
Non vorrai rischiare perforazioni?
Comunque non si può paragonare una Tipo del 1989 ( anno fondazione Briscolone) con una Punto del 94 ... anche perchè non è poi così vecchia, e prima che diventi ultraventennale ne deve passare ancora di acqua sotto i ponti.
Insomma, hai detto una cazzata. Con quella logica si può dire di tutto.
Per quanto riguarda la Turbinosa, è vero che risulta irraggiungibile ( terrorizzava gli studenti delle medie già nella seconda metà degli anni settanta): ma è pur vero che risulta ineguagliabile nelle volte che l' ho vista parcheggiata nel cortile di un meccanico della zona.  
Accanimento terapeutico dettato da  grande affetto.
Se qualcuno mi regalasse 15.000 euro probabilmente mi farei dispìacere per cinque minuti, poi impugnerei  la mazza e avvierei io stesso la demolizione della mia Fiat.
Resterebbe sempre nel mio cuore.
Ohhhh...

Scusa Paol, non sono un esperto, e mi sorprende che tu sia preso da pannolini e poppate. Solitamente i bebè non poppano dalle tette della mamma?
E' proprio vero: i tempi cambiano.
Comunque, se è vero che i figli saranno stampella,  direi che l' investimento per il futuro è buono.
Un domani, per raggiungere gli ambulatori medici, dovrò strisciare reggendomi sui gomiti.
Nemmeno posso contare su Mila; vero che teoricamente potrei imbragarla come un cavallo e agganciarla alla  carozzella, ma i cani invecchiano più rapidamente degli umani: tra un paio di anni sarà più anziana di me.
Comunque non si può mai sapere: recentemente un figlio ha sgozzato suo padre ( salvo per miracolo) solo perchè gli stava dando dei consigli su come utilizzare al meglio la Play Station.
Non si ricordano fatti simili di genitori che cercavano d' insegnare ai rampolli come calciare un rigore: bèla sèca n' dal' angol !

Grazie per gli auguri. Anche se non abbiamo ciaspolato la neve è sempre un bel regalo(anche se in ritardo di un giorno!)

Molti anni fa teorizzavo questa regola dogmatica: statisticamente, le probabilità di un matrimonio tra una donna laureata e un lavoratore proletario, erano pressochè nulle.
Per non smentire me stesso, ricordo che fui costretto mandare via molte studentesse universitarie che mi facevano il filo.
Si piazzavano addirittura fuori dal cancello della fabbrica: stanche dell' acqua di colonia dei compagni di banco, bramavano ad un Uomo che sapesse di acre sapore di sudore misto a ferro.
Consapevole della loro presenza, uscivo dal lavoro a tutta birra, smanettando freneticamente  sull' acceleratore del Ciao. Ma queste non desistevano: correndo, cercavano d' inseguirmi, e visto che la velocità del mio mezzo non era eccelsa, spesso riuscivano ad aggrapparsi.
Al motorino.
Fortunatamente indossavo le scarpe antinfortunistiche ( quelle col puntale in ferro ), allora mulinavo forti calcioni che contribuivano a staccarmi di dosso quelle assatanate. Una la feci volare pure nel canale adiacente: si era presentata vestita da sposa con prete al seguito. Arrivai a casa con tutto il velo impigliato nella ruota, e si presentò il giorno dopo sua mamma a reclamarlo.
Fu scena penosa: s' inginocchio di fronte a me pregandomi di sposare sua figlia.
Questi fatti minarono le mie convinzioni, ma come detto, non potevo fare figure di palta dinnanzi agli amici che cercavo d'indottrinare con  teorie.
Ma Bèla Paol era un bastardo: moriva dalla voglia di portare esempi che smentissero queste tesi.  E pur di confutarle, non esitò a sacrificare la sua vita. Approfittando di una ragazzetta che gli correva dietro, la sedusse, ma non l' abbandonò. L' esortò a studiare, a laurearsi, e per completare il progetto, la sposò davanti all' altare. Ricordo ancora quel giorno: mentre stava per esclamare il si, con ghigno diabolico, alzò gli occhi su di me, e quello sguardo mi trafisse.
" Tiè! " , c' era scritto.
Ma entrambi sapevamo che non si trattava di matrimonio d' amore: solo spirito  briscoloniano, che porta a competere, a scontrarsi, a smentire gli altri.
In ultima analisi posso dire che il neonato è frutto di una manipolazione statistica.
Ovviamente il bimbo è angioletto innocente.
Il padre un po' meno.
Come tutti i briscoloniani doc.

Saranno stati tutti questi viaggi in Cina, ma temo che tra non molto dovremo togliere al Mendy la denominazione di socio d' origine controllata.
Ingrosserà le file di coloro che si entusiasmano solo a mandare classici auguri di compleanno, scambiando il nostro Blog per la Bacheca del Torrazzo.
Il progressivo decadimento dell' ingegnere è alla vista di tutti.
E la prossima nascita darà probabilmente il colpo definitivo.
Sembra ieri che ci si godeva quello slendido appartamentino da single: profumava di birra e salame, di corpi di femmina trapanati, ma l' impetuoso vento maestrale è giunto a spazzare  fragranti aromi.
S' impregnerà dell' odore di latte e cacca, e dello spirito di una mamma.
Riusciremo a salvare l' anima del Mendy?

Ancora nessun segnale dell' anima Briscoloniana del Mendy.
Non sono suo amico intimo, quindi non conosco i suoi movimenti.
Nel frattempo accontentiamoci della  salvezza del  corpo: avete sentito quante slavine nel fine settimana?
Una anche in Valsassina, dove teoricamente era in programma la nostra Ciaspolata.
D' accordo, non precisamente dove ci voleva condurre  Umbe...
ma forse i nostri movimenti impacciati, gli schiamazzi, la degenerazione che porta a battagliare con le palle di neve, avrebbe potuto causare pericolosi movimenti di masse nevose.
In una sala da pranzo, con le gambe sotto il tavolo, corriamo meno rischi.
O perlomeno si evidenzieranno tra qualche anno, in quanto i nostri menù tradizionali sono leggermente ricchi di grassi e spuciacchi vari.
Già qualcuno denota affanni: i diverticoli del Curbà, e le intolleranze del Principe ( a proposito, sparito pure lui? ), impediscono ai due soci grosse performance alimentari.
Per il resto della truppa, meglio rinunciare a farsi esaminare il sangue.
Si rischierebbe di dover mettere mano alle riforme sul regime alimentare, ed esser magari costretti a cambiare il simbolo del maiale.
Metteremo un canarino.

Del Curbà ricordo le palle: sgonfie e spelacchiate.
Le palle da tennis.
Non ricordo avesse mai comprato un tubo nuovo: era specialista del riciclo.
Sul finire degli anni settanta si giocava sui campi delle scuole medie, court dove si esibiva tra l' altro la popolazione locale.  E mentre i Mc Enroe e Borg si esibivano a Wimbledon, popolani alla Fantozzi e Filini combattevano a Ombriano.
Anzichè impugnature classiche, reggevano la racchetta come fosse badile: spesso i colpi, anzichè seguire traettorie ortodosse, partivano nella stratosfera, scavalcavano recinzioni,  atterravano nei terreni adiacenti.
A volte l' erba bassa consentiva recuperi. In altre  occorreva ravanare a lungo nelle patate.
Solitamente  veniva dichiarata  " palla dispersa " in caso di alto granoturco.
E qui entrava in gioco il Curbà. Consapevole di queste  presenze, si presentava a giocare mezzora prima: con il suo bel completino bianco  s' immergeva nell' ignoto ginepraio di pannocchie.
Portava con sè una scatola delle scarpe, e noi ragazzi seguivamo gli spostamenti seguendo il movimento dei ciuffi superiori dei fusti: ogni tanto si udiva un urlo di gioia, segno tangibile che la ricerca stava procurando frutti.
Quando usciva dalla giungla (infuocata da temperature estreme) versava in condizioni pietose: l' abbondante sudore faceva da colla a ragnatele, filamenti, residui vegetali;  attorno alla sua sagoma ronzavano nugoli d' insetti.  Alcuni , attaccati a braccia e gambe, facevano colazione.
Ma lui sorrideva, e mostrava con orgoglio i suoi tesori.
Pazienza se il lungo soggiacere aveva reso quelle sfere meno performanti: alcune parevano sassi, altre mozzarelle.
Non mancavano esemplari con il feltro rosicchiato dai topi.

Giocando con le palle del Curbà, non si ricordano ace scaturiti dalla potenza e precisione del servizio.
Complice il fondo di asfalto conciato come le strade cremasche dopo una settimana di pioggia, le traettorie del servizio diventavano ingovernabili. Non si sapeva mai che pesci pigliare: alle volte,  toccata terra, le sfere rotolavano via rasoterra come bocce d' accosto. In altre subivano imprevedibili  rimbalzi da palla magica che scavalcavano in alto la racchetta protesa.
Chi le pigliava più?
Ma il fatto che rendeva il tutto ancora più complicato è che non ci fosse un esemplare uguale all' altro. Ne colpivi una che era talmente dura da provocare schiocco secco, e tendeva a finire lunghissima fuori dalle righe. Allora regolavi diversamente l' impatto: magari te ne ritrovavi un' altra talmente molliccia che moriva mestamente sulle corde esalando  suono cupo.
Ma le più bizzarre erano quelle con il feltro parzialmente scollato: pareva che ti venisse incontro una rondine in volo.
Dispiaceva quasi a colpirla.

Eh si, era davvero bello esser ragazzi.  Pure il periodo dell' infanzia si è rivelato  straordinario.
Vien voglia di tornar piccini.
Vero, pure allora esistevano doveri: la scuola, i compiti, la dottrina ...
e si piangeva per un desiderio non esaudibile, magari un trenino troppo caro per le tasche dei genitori.
Ma il gioco, il divertimento, l' assenza dei pensieri " dei grandi " la facevano spesso da padrone.
Fatti dominanti.
W il Briscolone ludico!
Non scippatemi di tutto questo.

Leggendo delle vicende tennistiche/sferiche/agricole narrate sopra mi vien da ricordare quando al Pilastrello organizzavamo incontri nello sconnesso cortile improvvisando reti fatte di forcelle di legno sostenute da cassette dell'acqua... preistoria!

Chissà se i rappresentanti dell'ultima generazione avrebbero fantasia e forza per adattarsi a queste condizioni... tutto cambia e tutto si aggiorna!

boh!

mendy

Caro Pasi,

l'anima briscoloniana è come l'araba fenice...risorge dalle sue ceneri quando meno te l'aspetti.

Adesso è il momento delle responsabilità
trallallero trallallà
è un momento molto bello
marcondirondirondello.

E poi sono profondamente scosso dall'inizio dell'anno...
Attendevo con ansia la catarsi collettiva della doccia presidenziale e le mie aspettative sono andate deluse. A causa del trauma subito, è dal 9 gennaio che fo mìa la dòcia...e con gli amici si condividono le puzzette rumorose non le croste da incuria di sè. Solo dopo la celebrazione dell'abluzione la mia anima BC risorgerà e tornerà DOC (che in questo caso è l'abbreviazione di DOCCIA).

Caro ingegnere, ma quanti bonus resurrezione ti sono rimasti?
Secondo me stai esaurendo il blocchetto.
Grosse scadenze in vista.
Nessuna doccia purificatrice potrà  salvarti.
E pure Gesù Cristo farebbe fatica a smuovere il pietrone che sarà posto sulla tua tomba.
" Qui giace il Mendy: fu briscoloniano doc. Poco serenamente riposa."
Ragazzi, stringiamoci attorno al nostro fratello, e con lui assaporiamo gli ultimi momenti di grandezza ed esaltazione.
Il vortice lo risucchia.
Non è acqua di sbroffino: è quella di sciaquone.
Ghermisce nelle spire, e per quanto ci si aggrappi alle scivolose pareti - ti afferra - e trascina giù.
E se ancora, con mezza crapa inghiottita, si pone disperata resistenza, arriva sempre qualcuno armato di scopettino a pigiare il colpo di grazia.
Attraversate le fogne, attende  depurazione: briscoloniano si, ma non più doc.
Solo colpetti saltuari per rallegrare la platea.
Un Uomo responsabile che ogni tanto rispolvera la vecchia maschera di clovn.
Ridi, pagliaccio!

Anno 1976: l' Italia, per la prima volta ( fu pure l' ultima...) vinceva la Coppa Davis.
Gli atleti: Panatta, Barazzutti, Bertolucci, Zugarelli. Capitano non giocatore Nicola Pietrangeli.
Per noi ragazzi del Pilastrello era naturale e consueto emulare gli eroi dell' epoca, vuoi che fossero i gladiatori di un film visto al cinema,  i pistoleros dei fumetti, gli atleti delle olimpiadi, i cannonieri del pallone, i ciclisti del Tour de France.
E cosi quel cortile, quei prati vicini, venivano trasformati in scenari di una  Play Station dove i personaggi reali del gioco eravamo noi.
E come dice giustamente il Pile, non mancava la fantasia.
Ricordo che ai tempi di Enzo Maiorca ci sfidavamo in gare d' apnea immergendoci nei fossetti che il mitico Santì utilizzava per irrigare i terreni. Ci arrivavano alla vita, ma una volta sotto, era come sentirsi sul fondale dell' oceano.
E quando Galeazzi, attraverso la televisione, portò le cronache della citata vittoria tennistica, fu scintilla che  portò racchette all' interno di quella corte. L' aia non era in buono stato: più sassi che cemento. E quel poco era frantumato. Ma quei pochi ciuffi d' erba che spuntavano tra i solchi erano sufficienti per proiettare le nostre gesta a Wimbledon. Le righe svergole tracciate col gesso avrebbero fatto inorridire qualsiasi geometra, e quella rete improvvisata con cassette dell' acqua  e pertiche dei panni  era causa di continue discussioni se la pallina fosse passata sotto o sopra.
A questo contribuiva il fatto che il Pile indossava occhiali  spessi; che alcune partite si prolungassero dopo il calar del sole; e che il nostro socio possedeva tre incredibili palline di colore blu!

Oggi i tempi son cambiati. A parte le varie consolle di giochi elettronici ... (io stesso possiedo un gioco per computer con situazioni tennistiche: non piglio mai la pallina!)...
se il piccolo Pilenghino volesse giocare a tennis il papà andrebbe da Longoni a compragli una bella racchettina leggera in fibra, di marca,   di ridotta lunghezza.  
E poi, dopo averlo vestito con adeguato completino e scarpette,  lo accompagnerebbe al ticcì Crema, dove i maestri lo accoglierebbero nei campi  assieme ad altri bambini.
Qui, utilizzando carrelli con centinaia di palline, riceverebbe nozioni tecniche sull' apprendimento dei colpi, sulle impugnature, sulle modalità di spostamento sul campo, sulle regole del gioco ecc.
Al termine dell' ora lo andrebbe a riprendere:  nell' attesa scambierebbe " impressioni" con mammine varie altrettanto in attesa dei figli, schivando palline vaganti che schizzano dappertutto tranne che all' interno delle righe regolamentari.
Non è semplice trovare dei Federer in erba.

La mia prima racchetta la comprai in cartoleria per poche lire: pesava tre quintali, e per corde aveva del nylon trasparente che sembrava filo da pesca.
Iniziai palleggiando contro il muro del cortile, cercando d' imitare i campioni che vedevo in tv.
Feci gavetta sull' aia, e successivamente su scalcinati campi di oratorio. Divenni bravino, ma il fatto di essere nato tennisticamente autodidatta è stato assai limitante: tuttavia qualche piccola soddisfazione me la sono presa.
Ma credetemi, c' è gente di ottimo talento  che passa orre e ore sul campo con maestri e istruttori atletici, eppure non riesce a sfondare. E' uno sport complicato, competitivo, dove è molto difficile emergere.
Se nutrite ambizioni con i vostri figli, non optate per questa disciplina!
Che ne dite del tamburello?

Quando vedo Federer giocare, mi rendo conto delle mie miserie tennistiche.
E che dire quando contemplo un soldatino dipinto da Cartacci?
Di fronte a quell' opera d' arte i miei tentativi impallidiscono: produco figurini con occhi sbirci, mani da gorilla, uniformi sbavate.
Per non parlare della scrittura: leggo en passant un brano classico e rimango affascinato da quella sapienza  descrittiva.
Parole che scorrono fluide, periodi che s' intersecano armonici.
Tuttavia, se analizzo i miei primi anni da tennista, i primordiali tentativi con i colori, gl'iniziali approcci nel Blog, mi accorgo di qualche miglioramento a livello medio generale.
Colpi straordinari, pennellate mirabili, frasi leggiadre, possono sempre capitare  in modo causale e isolato nel corso di un tracciato esistenziale, senza riuscire a capacitarsi del perchè.
Diversa cosa il raggiungimento di buoni standard costanti.
Il giorno in cui non consumerò più una videocassetta con impressi al rallentatore i colpi dei campioni, o che non sfoglierò più un vocabolario, o leggerò una rivista di tecnica pittorica, be', forse vorrà dire che la passione è andata a puttane.
L' amore rappresenta potente molla: ma quando sfiorisce, non c'è'  più verso.
Solo banale routine.
E' la sete che spinge a cercare acqua.

W il Briscolone!
Fin che la barca va...
e come direbbe il Curbà,
avanti a tutta!

Avevo 14 anni, quando un mio cugino mi regalò la mia prima racchetta usata e pure senza corde, (naturalmente era la sua che aveva sostituito con una nuova).
Non avevo mai impugnato quell'attrezzo, ma ancora più difficile era utilizzarla senza corde.
Non se ne parlava nemmeno di portarla in un negozio per la cordatura, i soldi mia madre non me li avrebbe mai dati e neppure comprendeva bene che gioco fosse il tennis: nel 1965 non avevo ancora la televisione, ma io potevo vedere alcune volte gli incontri di tennis da quel mio cugino che mi regalò la racchetta, lui la televisione la possedeva già da molti anni.
Ma un giorno passeggiando lungo il fiume Serio (io abitavo a 20 mt. di distanza), mi ingarbugliai i piedi nel filo da pesca che naturalmente qualche pescatore aveva lasciato sul prato.
Che fortuna esclamai! essendo di grosso diametro potrei  utilizzare questo filo per farne una buona cordatura alla mia racchetta e cosi feci.
Lascio immaginare a voi il colore delle mie mani nel tirare il più possibile quel filo che si allungava in continuazione, senza poi avere nessuna attrezzatura per fermarlo nel passaggio da un capo all'altro della racchetta.
Ma alla fine dopo ore di sofferenza, sono riuscito in qualche modo a fare una buona cordatura, (si fa per dire).
Trovata una pallina ormai liscia (il pelo era un optional), provai a palleggiare contro il muro esterno della cascina dove abitavo, ma tra le corde con effetto fionda e il pavimento di ghiaia era un vero problema colpire ripetutamente quella palla più volte.
Ecco il mio primo contatto con una racchetta da tennis e forse è stato anche uno dei motivi di una mia scarsa tecnica in questo gioco cosi difficile da praticare nel modo più corretto.

Di peggio ho sentito solo quella di Alghis.
E' stato - molti anni fa - tra i promotori e costruttori del campo da tennis all' oratorio dei Sabbioni . Con il suo estro  decise di costruirsi una racchetta: lavorando in officina la costruì in ... ferro!
Ferro ferro, duro e pesante, e non certo alluminio cavo di quelle poche racchette in lega che occupavano il mercato assieme a quelle più diffuse di legno. E per corde utilizzò fili di rame.
Ne uscì una pregevole opera artistica, ma del tutto inadeguata al gioco.
Calcolate che un attrezzo normale pesa solitamente sui trecento grammi ( figuratevi il suo quanto pesava! ), che questi devono essere perfettamente bilanciati sulla struttura, che il profilo è determinante per l' areodinamica, che vengono inseriti particolari materiali per alleviare le vibrazioni...
insomma, le progettazioni di modelli sono fatte da fior fiore  di ingegneri attraverso particolari studi di laboratorio.
Tutto questo serve a migliorare l' impatto sulla palla, rendendo il colpo più preciso e potente a parità di esecuzione, e per alleviare  traumi di contraccolpo al braccio.
Non fu casuale che il grande Giuan, dopo un oretta di gioco con la creatura, si conciò il braccio da buttare via, tanto che dovette sospendere a lungo il nuovo sport da lui intrappreso.
Praticamente non lo riprese più, anche per vicende parrocchiali legate alla gestione del campo.
Ma questa è un' altra storia.

Diciamo che il Gerets non è portatissimo all' attività sportiva causa manchevolezze nella coordinazione. Neppure fosse andato in America, all' accademia tennistica di Bollettieri, ne sarebbe uscito un buon giocatore.
Comunque, grazie anche agli allenamenti che facciamo insieme, qualche miglioramento c' è stato, tanto da garantigli discreta sopravvivenza a livello di giocatore di club al Ticcì Crema.
Con lui insisto molto sul fattore tecnico: è in questo ambito che si pùò aspirare a nuovi progressi.
In campo atletico, per via dell' età non più florida, i margini sono nettamente minori.
Anzi, occorre convivere con i peggioramenti: ogni anno diventa più lento e meno reattivo.
Altro difetto è la scarsa attenzione: se si concentra sul corretto movimento riesce a dare buoni frutti, ma troppo spesso agisce per impulsi istintivi. E non essendo naturale talento sono disastri.
Manca pure di cattiveria agonistica: spesso è molle, fiacco, poco grintoso, in balia degli eventi.
Molte analogie di come si presenta sul Blog.
Se si concentra, se è vitale, se cerca dentro di sè, produce ottimi commenti come il pezzo precedente. Molto bene sia per i contenuti, sia per lo stile.
Trasmette qualcosa:  in altre volte manca.
Allora produce strafalcioni, frasi contorte, compitini di contenuto. E pare sordo, e sembra cieco, dinnanzi agli amici che lo reclamano.
Ci voleva così tanto per venire a postare da questa parte??
Alleluia!

p.s. Paol, non mi permetto di dare consigli educativi sulla crescita del piccolo, ma quando gli comprerai la prima racchetta da tennis, chiamami!

Dante

Mi ricordo le partite di tennis dove caro mister era un successo farti un uno e uscire dal solito 6-0 6-0.
Bel divertimento.
Non so se oggi i ragazzi, anche quelli che giocano a tennis, si divertono come lo facevamo noi.
Oggi si vedono ragazzini con la racchetta che sembra che stiano in campo solo per far piacere ai genitori e all'allenatore, se sbagliano un colpo saraccano più di un marinaio ubriaco in uno dei porti più malfamati del basso Mediterraneo, se devono buttare un pò di anima nella mischia sembra che vadano al patibolo.
Mi ricordo le corse che facevamo anche dietro a palline ormai irraggiungibili e magari proprio quello ci ha insegnato a non mollare mai, che nella vita ogni giorno è una lotta e guai a non affrontare la battaglia.
Ho parlato troppo data l'ora.
Buonanotte

Caro Dante, i 6-0 6-1 li ho beccati pure io.
Morale: nella vita c' è sempre qualcuno che ha l' uccello più lungo del tuo.
L' importante è adoperarsi al meglio per far funzionare al massimo rendimento il proprio.

Come disse il Pile, tutto cambia tutto, s' aggiorna: i ragazzi di oggi si devono confrontare con una realtà diversa dalla nostra, e il tennis non fa eccezione.
Ai nostri tempi si giocava molto sui campi degli oratori:  la tecnica e competizione non erano messe in primissimo piano. Prevaleva l' aspetto ludico.
Molti court sono stati abbandonati, o sono stati convertiti in terreni da calcetto.
Rimangono i Tennis Club, con i maestri e i corsi agonistici. E una diffusa cultura della " vittoria".
Quello che fa tristezza è vedere bambini e ragazzi eccessivamente  sotto pressione in questo senso: difficile divertirsi con questa tensione esasperata.
Purtroppo gli adulti, vuoi istruttori, genitori, pubblico, non sempre riescono a trasmettere valori educativi bilanciati.  A nessuno piace perdere, ma un sano agonismo passa anche per  saper valutare in modo costruttivo le sconfitte.

La prossima volta che incontro Federer gli faccio un culo così.

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